Feel and Trust

Ecologia, Salute ed Economia

Archive for marzo 2009

Arriva il chewing-gum biodegradabile

Posted by darmel su 31 marzo 2009

In vendita il primo chewing-gum biodegradabile: la novità è già sugli scaffali dei supermercati in Gran Bretagna. A differenza dalle gomme da masticare tradizionali, quella biologica non si attacca ad abiti o marciapiedi e, una volta utilizzata, si dissolve nel giro di sei settimane. Un pacchetto costa 1,39 sterline, cioè 1,50 euro.

Le gomme da masticare tradizionali sono una vera e propria iattura non solo per i cittadini, ma anche per le amministrazioni comunali britanniche. Rimuoverli dal terreno è un processo laborioso e costoso. In Gran Bretagna occorrono 17 settimane per ripulire tutto il percorso di Oxford Street, la via dello shopping nel centro di Londra, e solo 10 giorni perché la strada sia di nuovo disseminata di avanzi della masticazione di chewing-gum. I costi arrivano a 200milioni di dollari all’anno spesi per sconfiggere la “pervicacia” della sostanza sintetica e “liberare” i pavimenti del Regno Unito.

Originariamente reperibile solo nelle foreste pluviali tra Messico, Guatemala e Belize, il chicle era la base della gomma da masticare. Ricavata dal Manilkara chicle (albero della famiglia delle Sapotaceae), la sostanza naturale e biodegradabile fu progressivamente sostituita dalla gomma sintetica che richiede una lavorazione meno costosa.

Ora una cooperativa di chicleros messicani è pronta a commercializzare il suo marchio biologico rilanciando, insieme alla sostanza naturale, un’industria pressoché sparita. Chicza Rainforest Gum è un prodotto fabbricato in Messico (nello Yucatan) dal Consorcio Chiclero, e rappresenta per le 56 cooperative e i 2mila chicleros (gli agricoltori della gomma) che vengono impiegati una possibilità di lavoro che non danneggia la foresta: le incisioni praticate nella corteccia si rigenerano e l’albero di Sapodilla, così viene chiamato volgarmente, benché “ferito”, continua a “respirare”. Il chewing gum Chizca sarà in vendita da questo mese nei supermercati inglesi.

Fonte: lanuovaecologia.it

Annunci

Posted in ambiente, natura, sostenibilità | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Da venerdì è vietata la vendita dei termometri a mercurio

Posted by darmel su 30 marzo 2009

Stop alla produzione ed al commercio di termometri a mercurio. Così stabilisce il decreto ministeriale del 30 luglio 2008 emanato per attuare la direttiva UE 2007/51/CE sulla pericolosità del mercurio per l’ambiente e per la salute umana.

Da venerdì 3 aprile se entrate in farmacia per comprarne uno troverete soltanto termometri elettrici e se preferiti i termometri tradizionali, il farmacista vi potrà proporre dei modelli con una lega di gallio, indio e stagno.

La direttiva non vieta l’uso dei termometri già esistenti. In caso di rottura del termometro a mercurio, non dobbiamo buttarlo nella spazzatura: va consegnato alle farmacie che effettuano la raccolta o alle ditte specializzate nella raccolta di rifiuti tossici.

Il termometro a mercurio non è l’unico oggetto su cui cadrà la mannaia dell’Unione Europea, infatti da settembre 2009, bandite le lampadine a incandescenza per effetto della direttiva 2005/32/CE. C’è tempo fino al settembre 2016 per mandare in pensione le lampadine da 100 Watt: andranno sostituite con nuovi modelli di classe energetica C (o superiore).

Fonte: ecowiki.it

Posted in ambiente, inquinamento, sostenibilità | Contrassegnato da tag: , , | 1 Comment »

Vivere a impatto zero: il curioso caso di Steve Vrommen

Posted by darmel su 30 marzo 2009

Steve Vrommen è un belga di 48 anni che ha deciso di incidere il meno possibile sui consumi energetici e dunque di inquinare il meno possibile. Diciamo che Mr. Vrommen ha fatto bene i suoi conti: ha lasciato la direzione di ecolife e sulla sua esperienza iniziata il 1 maggio 2008 ci ha costruito un libro (Low impact man ed. Van Halewyck, euro 17,50, solo in lingua belga) e un documentario e ha aperto il sito lowimpactman su cui tiene, purtroppo per noi in lingua belga, il diario della sua iniziativa.

Per raggiungere il suo obiettivo e arrivare a consumare solo 200 kWh all’anno contro i 4500 kWh di media di un belga, Mr. Vrommen non guarda la tv, pedala mezz’ora per poter usare il pc per un ora e ha un lettore Mp3 che ricarica a manovella. E’ vegetariano e mangia solo locale e di stagione e per cucinare usa il micronde. Usa l’acqua potabile solo per bere e cucinare mentre raccoglie l’acqua piovana che viene destinata al resto. Dal suo blog scopro che piano piano sta cercando di disfarsi si tutti quegli aggeggi mangia elettricità e di usare oggetti meccanici come una affettatrice di legno e a manovella.

Dopo il salto i consigli del WWF belga per consumare meno e abbassare la propria impronta ecologica e anche un sondaggio.

Ecco secondo il WWF belga come possiamo abbassare la nostra impronta ecologica, per non consumare più di un 1 kWh/giorno;

  • Limitare il consumo di gas ad un terzo;
  • Usare le energie rinnovabili;
  • Non consumare più di 20 litri di acqua al giorno per persona;
  • Muoversi senza usare l’auto;
  • Non acquistare prodotti nuovi;
  • Consumare solo prodotti locali e dis tagione;
  • Non mangiare carne e preferibilmente verdure e frutta biologiche;
  • Produrre solo 1 kg di rifiuti al mese.

Fonte: 
ecoblog.it
WWF Be
agricoltura oggi

Posted in sostenibilità | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

James Howard Kunstler: un bagno salutare di pessimismo

Posted by darmel su 30 marzo 2009

James Howard Kunstler è autore di tre saggi che hanno avuto un profondo impatto sull’America. Il suo bestseller, “The Geography of Nowhere”, ha scatenato reazioni e dibattiti. Scrive per The Atlantic Monthly e per il New York Times.
Le tematiche dei sui libri riguardano il petrolio, le energie rinnovabili e il futuro della nostra economia.

Ebbene venerdì scorso Kunstler è stato invitato all’Aspen Environmental Forum. L’Aspen Environmental Forum è uno di quegli eventi organizzati dai grandi think tanks internazionali, in questo caso l’Aspen Institute, illuminato circolo di pensatori sponsorizzato da Carnegie, Ford e Rockefeller, il cui presidente in Italia è Giulio Tremonti. Temi del Forum 2009, sponsorizzato da tipi quali la Shell e GM, sono le nuove energie, i biocarburanti, il risparmio energetico, le grandi promesse tecnologiche, l’energia per il Terzo Mondo, salvare le foreste, il tutto fra cene di gala e cocktail. Insomma la solita faccenda di tante chiacchiere e poco costrutto tra ottimismo e faciloneria.

Kunstler, durante l’evento, è stato invitato a fare un commento su queste tematiche e a quanto pare non deve essere stato tanto in sintonia con la serata, se l’Aspen Times commenta così:

James Kunstler ha da solo cancellato tutte le rosee predizioni sul futuro dell’energia pulita che hanno dominato il Forum con la sua prospettiva incredibilmente nera. Kunstler prevede che l’Armageddon economica arrivi entro quattro mesi. “La gente si prende in giro da sola convincendosi che l’economia stia mostrand segni di ripresa”.

In una predizione che ha colpito duro i promotori delle energie pulite, ha sostenuto che i capitali per l’eolico e il fotovoltaico non si materializzeranno magicamente. Ha detto che vivono in un mondo di fantasia, pensando che con l’olio delle patatine fritte si possano alimentare tutti i veicoli del mondo, e che potremo riprendere il nostro stile di vita consumistico dopo un breve periodo di assestamento.

Lo stile di vita americano crollerà dal 20 al 50%, e la società industriale diventerà semi-agricola. “Non possiamo far ricominciare la faccenda della crescita” ha detto “tutta quella storia del consumismo. Anche se le banche volessero fare credito, non riusciremo a prestare soldi per altre TV al plasma. E’ praticamente finita.”

Ora, sappiamo tutti benissimo che Kunstler è il catastrofista per eccellenza. Ma vedere le facce di quei tipi mentre James gli offre un piccolo bagno di realtà dev’essere stato uno spettacolo unico. Qualcosa ce lo racconta lui stesso:

Ho trascorso il weekend all’Aspen Institute Environmental Forum, dedicato imparzialmente al fiasco energetico e climatico. E’ stata scioccante la convinzione dei presenti -inclusi esperti scientifici e governativi su clima ed energia- che il problema energetico si riassume nel trovare altri modi per far andare le automobili. L’assunto che noi tutti dobbiamo restare dipendenti dalla mobilità automobilistica rimane assolutamente granitico tra tutti costoro, che dovrebbero invece saperla lunga. E’ frustrante trovare tanta idiozia tra questa particolare elite.

Chissà se la presenza di Kunstler è servita a qualcosa, se ha insinuato un piccolo dubbio nella mente di qualcuno. Più probabile, che abbia determinato il licenziamento in tronco del poveretto che ha fatto la bella pensata di invitarlo. In certi ambienti, si può arrivare fino ad un certo punto e non oltre. Anche se Kunstler è tutto meno che un estremista noglobal, insomma, neppure lui riuscirà a convincerli della necessità di un cambio di paradigma. Più sicuro continuare a sognare sull’olio delle patatine.

Fonte: petrolio.blogosfere.it

Posted in energia rinnovabile, sostenibilità | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Di Pietro: “Non c’e’ futuro per il nucleare”

Posted by darmel su 29 marzo 2009

“Non c’e’ futuro nel nucleare”: Antonio Di Pietro commenta cosi’ l’intervista fatta per il suo blog a Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia.

“Il governo Berlusconi – aggiunge Di Pietro – ci allontana dal vero sviluppo energetico di cui abbiamo bisogno e ci spinge su binari lontani dalle energie rinnovabili, unica vera opportunita’ nei prossimi decenni. Alle elezioni europee di giugno torniamo in Europa, con le energie rinnovabili”.

“La verita’ – afferma infatti il rappresentante di Greenpeace – e’ che dobbiamo avere chiaro tutti che il nucleare e’ un settore in forte crisi, che non e’ stato cancellato dagli ecologisti, ma e’ stato cancellato dal mercato e dal fatto che dopo 60 anni i costi sono cresciuti invece che diminuire, e soprattutto tutti i problemi, dalla gestione delle scorie ad avere oggetti intrinsecamente sicuri, non sono stati risolti”.

“Siamo di fronte ad una tecnologia che e’ in crisi, richiede molti soldi laddove il mercato e’ stato liberalizzato, e soprattutto questo dibattito rischia di farci perdere il treno delle rinnovabili e dell’efficienza. Questi quattro reattori proposti dal governo, se mai verranno fatti, produrranno circa 42-45 miliardi di kW/h: gli obiettivi europei per le rinnovabili, solo nel settore elettrico, sono di 50 miliardi in piu’ al 2020, e se guardiamo anche all’efficienza, cioe’ sostituire le apparecchiature con cui utilizziamo l’energia con apparecchiature piu’ efficienti, il potenziale tecnico e gli obiettivi sarebbero nell’ordine dei 100 miliardi.

Fonti rinnovabili ed efficienza hanno un potenziale triplo rispetto al nucleare e dal punto di vista occupazionale almeno 10 volte di piu”‘, conclude Onufrio.

Fonte: RaiNews24

Posted in energia nucleare, energia rinnovabile | Contrassegnato da tag: , | 1 Comment »

La centrale nucleare finlandese finisce in tribunale mentre aumentano i costi

Posted by darmel su 29 marzo 2009

Il nuovo impianto nucleare Epr finlandese, dello stesso modello che si vorrebbe fare in Italia, in tre anni ha prodotto atti giudiziari, ritardi e un danno al contribuente per 3,5 miliardi di euro.

La società costruttrice francese Areva e l’azienda finlandese per l’energia TVO sono ai ferri corti per la costruzione del nuovo impianto nucleare di Olkiluoto in Finlandia. Ne da notizia il principale giornale economico finlandese Kauppalehti, la società costruttrice francese Areva ha dichiarato di voler procedere per vie legali contro la committente TVO.

Le due società si stanno infatti incolpando l’un l’altra dei ritardi: l’impianto Epr (Olkiluoto 3), che doveva essere consegnato nel 2009, non sarà consegnato nemmeno nel 2011, avendo accumulato 3 anni di ritardo nei primi 3 anni di cantiere.

Secondo la CEO di Areva Anne Lauvergon, TVO non ha eseguito le procedure di accelerazione che erano state concordate nel giugno 2008, mentre ha impiegato un anno per l’approvazione dei  documenti di costruzione rispetto ai due mesi precedentemente concordati. Per cui Areva ha deciso di chiedere a TVO per via giudiziale 2 miliardi e mezzo di euro. Inoltre, secondo Areva, TVO pretenderebbe a sua volta dall’azienda francese 2,4 miliardi di euro per il ritardo.

Areva stima che OL3 costerà 1,7 miliardi di euro in più rispetto ai 3,2 miliardi di euro stabiliti da contratto. L’anno scorso ha accantonato riserve per 749 milioni di euro per Olkiluoto 3, che hanno duramente impattato sull’utile di esercizio della società, riducendo il risultato di fine anno del 21%.

Una cosa è certa: comunque andrà a finire, gli ulteriori ritardi e costi peseranno non poco sulla bolletta dei cittadini finlandesi. Secondo la testata finlandese Kauppalehti gli utenti finali finlandesi si accolleranno almeno 3,5 miliardi di euro in più rispetto al passato.

“Su questi aspetti l’informazione in Italia è stata molto carente.- Denuncia Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo di Greenpeace Italia- Se si aggiungono le 2100 ‘non conformità’ rilevate dall’Autorità di Sicurezza Nucleare finlandese, il quadro è chiaro: gli EPR costano troppo e per tentare di ridurre i costi anche la sicurezza viene messa in dubbio”.

Fonte: RaiNews24

Posted in azienda, energia nucleare | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Studio Usa conferma: troppa carne rossa aumenta il rischio di tumore e infarto

Posted by darmel su 29 marzo 2009

“Nessuno sostiene che la gente dovrebbe completamente evitare bacon o hamburger: la ricerca però ci dice che limitare nettamente quei cibi riduce il rischio di morire per cancro o altre malattie”. Ed Yong, ricercatore al Cancer Research britannico, invita alla cautela ma al tempo stesso non nasconde le nuove prove a conferma che mangiare grandi quantità di carne rossa non fa bene alla salute.

Chi fa grandi abbuffate di carne rossa infatti ha un accresciuto rischio di morte nel corso degli anni; al contrario, un consumo anche accentuato di carne bianca, è associato a un rischio lievemente inferiore di decesso.

Lo studio statunitense, che appare in “Archives of Internal Medicine”, ha preso in esame 500.000 persone: gli scienziati del National Cancer Institute hanno scoperto che chi ha una dieta con un’alta proporzione di carne rossa o lavorata ha il
più alto rischio di morte, e in particolare rischia cancro e malattie cardiache. In cima alla lista, quanti mangiano 160 grammi di carne rossa o lavorata ogni giorno; in fondo quelli che ne prendono appena 25 grammi, in pratica una fettina di pancetta. Secondo i ricercatori, si potrebbero evitare l’11% dei decessi tra gli uomini e il 16 tra le donne se le persone riducessero il consumo di carne ai livelli inferiori.

A favorire lo sviluppo del cancro, dicono i ricercatori, è l’alta temperatura richiesta dalla cottura della carne. “Quello che si dovrebbe fare è ridurre notevolmente il consumo totale di carne, ridurre ancora di piu’ quella lavorata e gli altri prodotti alimentari con alto contenuto di sale e la riduzione dei grassi saturi totali”. Un nutrizionista della Monash University australiana, Mark Wahlqvist, sostiene che mangiare una piccola quantità di carne rossa apporta quantità utilissime di componenti nutritivi: ma si parla di appena 30 grammi al giorno.

Fonte: RaiNews24

Posted in salute | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

Agricoltura e fonti rinnovabili s’incontrano a Cesena

Posted by darmel su 28 marzo 2009

27 marzo 2009 – Dal 3 al 5 aprile a Cesena Fiera si terrà Agrofer, il Salone delle agroenergie, risparmio energetico e bioedilizia. Tecnologie, innovazioni e progetti per il settore primario (fonte: http://agronotizie.imagelinenetwork.com)

Nel quartiere fieristico di Cesena, dal 3 al 5 aprile 2009 si terrà la quarta edizione di Agrofer – Salone delle agroenergie, risparmio energetico, bioedilizia, organizzata da Cesena Fiera in collaborazione con Regione Emilia Romagna, Cise-Camera di commercio di Forlì-Cesena e Crpv, per la parte convegnistica (ingresso libero – orario 9-19).

Agrofer è la rassegna dedicata alle fonti energetiche rinnovabili, rivolta principalmente al settore agricolo e alla bioedilizia.
Fra le altre proposte, verranno esposti, ad esempio, un carro per la raccolta frutta alimentato a energia solare, il progetto definitivo di un essiccatoio di frutta ed ortaggi ad energia fotovoltaica. Sono il simbolo del forte “ingresso” delle fonti rinnovabili (o Fer) nel settore primario. Si consideri che anni fa si vedeva l’agricoltura come momento di produzione (dalle biomasse all’etanolo), oggi sempre più diventa luogo e stimolo per l’applicazione delle nuove tecnologie.
Oggi, grandi imprese ortofrutticole hanno il fotovoltaico sul tetto, iniziano ad apparire i pannelli solari sui vigneti, attività ed esercizi agroalimentari si alimentano con l’eolico. Addirittura  le centraline per i filtri dei sistemi di irrigazione possono essere alimentati da un piccolo pannello fotovoltaico, mentre entrano in commercio telai per installare fotovoltaico sul terreno senza opere murarie.
Gli esempi finora riportati portano a intuire il risparmio energetico ed ambientale che l’uso delle Fer implica. Un risparmio che aumenta se si passa alla bioedilizia, perchè alle abitazioni si deve il 50% del consumo di combustibile.

Circa l’85/90% dell’energia attualmente consumata in Italia è prodotta dal petrolio; solo il 2,6% è prodotta con fonti rinnovabili; l’Italia importa l’85% dell’energia di cui ha bisogno; la produzione dell’energia è responsabile del 30/35% delle emissioni di anidride carbonica. Ne deriva una reale necessità, per l’Italia, di impianti di piccola e grande dimensione in grado di utilizzare le proprie risorse rinnovabili per ridurre i costi di importazione e l’impatto ambientale. A questo è da aggiungere che i privati sono sempre più sensibili al tema dello sviluppo ecosostenibile ed alla bioedilizia.

Inoltre è provato che le Fer sono una “fonte” di nuova occupazione. Il recentissimo studio Clean Edge valuta nei prossimi 10 anni che per il fotovoltaico si raggiungeranno gli oltre 1,34 milioni di occupati a livello mondiale dai 190 mila impieghi attuali; per l’eolico 1,31 milioni da 400 mila, mentre per il settore dei biocarburanti si passerà dagli oltre 600 mila attuali a oltre 2,65 milioni. Cifre che non sembrano inverosimili se si prende la Germania, che dal 2000 ha più che raddoppiato le energie rinnovabili, con 240.000 occupati nel settore.

Agrofer ha l’obbiettivo di presentare ad operatori del settore agricolo, energetico e dell’edilizia, agli imprenditori agricoli, ad amministratori e funzionari della pubblica amministrazione nonché ai cittadini, le tecnologie, innovazioni, progetti, attività significative oggi esistenti nei settori della rassegna, dal risparmio energetico e la produzione di energia nel settore agricolo, ai progetti significativi nei vari settori e in particolare nell’ambito dell’energia solare, del risparmio energetico nell’edilizia e negli impianti.
Non mancheranno esempi locali di bioedilizia residenziale e scolastica. Verrà presentata la casa in tipologia econaturale, con un aspetto culturale di grande rilevanza, ovvero verranno accenturati gli aspetti ripresi dai sistemicostruttivi di fine 800, ma con tecnologie a risparmio energetico e da fonti rinnovabili. Non a caso la bioedilizia ricorre a sottotetti ventilati, come erano le abitazioni contadine di allora. Inoltre verranno esposti alcuni ambienti di una casa di campagna dell’800 per far rivivere quell’epoca e far comprendere la “naturalità” di quella vita.

Agrofer ha organizzato una serie di incontri per affrontare, divulgare e approfondire alcune delle tematiche più importanti legate ai vari aspetti delle Fonti da energie rinnovabili.
Venerdì 3 aprile, ore 9.30, Sala Europa, convegno “Le amministrazioni locali e le energie rinnovabili tra pianificazione, realizzazioni e le inerzie del sistema”; ore 10.30, Sala Agricoltura, workshop “Idrometano: sostenibilità e opportunità di mercato”; ore 15, Sala Verde, workshop “Condizioni di fattibilità per la costruzione delle filiere agroenergetiche”.
Sabato 4 aprile ore 10.00 Sala Europa. Tavola rotonda “Promozione bioedilizia e risparmio energetico nel territorio”; ore 10.00 Sala Agricoltura, convegno “Regbie+ l’utilizzo di biomassa da fonti legnose per scopo energetici”; ore 15, Sala Verde, seminario tecnico formativo “Più qualità meno quantità, maggiore resa – Azioni per una maggiore efficienza ed efficacia degli impianti in bio-edilizia”; ore 17.00 Sala Verde, “Energia Alternativa: conviene? Contributi, costi e risparmi”.

Fonte: solarenews.it

Posted in ambiente, energia pulita, iniziative, natura, salute, sostenibilità, tecnologia | Contrassegnato da tag: , , , , | 1 Comment »

Germania: nucleare in dismissione o avrà una ripartenza?

Posted by darmel su 28 marzo 2009

Vengono chiuse le centrali nucleari più vecchie (ne sono rimaste attive 17) che secondo il piano Schroeder, doveva uscire dal nucleare nel 2021

Il tribunale amministrativo federale della Germania, ha respinto la domanda delle Rwe e la Vattenfallà, le proprietarie delle centrali, che richiedevano di procrastinarne l’attività.
Infatti le centrali nucleari tedesche di Biblis (centro nord) e Brunsbuettel (nord) chiuderanno come previsto dal piano nazionale per il graduale abbandono di questo tipo di energia.
Sono vecchi impianti, il reattore A dell’impianto di Biblis, del 1974, in Assia dove anche il reattore B (realizzato nel 1976) era stato chiuso il mese scorso.
Il cancelliere Gerhard Schroeder (Spd), quando era al governo si decise che il Paese sarebbe uscito completamente denuclearizzato entro il 2021. La Merkel (Cdu) ha per ora conservato questo indirizzo, ma potrebbe modificare del tutto scelta energetica se, dopo le elezioni politiche di settembre, il nuovo governo dovesse registrare i socialdemocratici, notoriamente contrari a questo tipo di energia, in minoranza.

Fonte: rinnovabili.it

Posted in energia nucleare | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

A Foggia il primo impianto a biogas agricolo

Posted by darmel su 28 marzo 2009

ECO-ENERGIA: A FOGGIA IL PRIMO IMPIANTO A BIOGAS AGRICOLO
Nascera’ a Foggia il primo impianto a biogas agricolo da 1 MW e sara’ alimentato da circa 6.000 tons/anno di sottoprodotti orticoli (scarti di broccoli e finocchi, tipici della zona) e con biomasse agricole provenienti da circa 300 ettari.
L’impianto a fonti rinnovabili produrra’ energia elettrica pari al fabbisogno di piu’ di 300 famiglie e circa 7 milioni di chilowattore termiche che verranno recuperate ed utilizzate per il post-trattamento del digestato, un concime ad alto contenuto organico. L’impianto a biogas della Mipa Agricola commissionato alla EnviTec Biogas sara’ un punto di riferimento regionale che fornira’ a numerosi agricoltori della Capitanata non solo una diversificazione valida per abbassare i costi e ammontare i ricavi dell’attivita’ agricola ma, allo stesso tempo, anche un investimento ecocompatibile, che risparmia fonti fossili, valorizza risorse locali, riduce le emissioni in atmosfera e tutela, quindi, l’ambiente e la natura. L’impianto di digestione anaerobica – afferma Michele Ruberto, amministratore della Mipa Agricola – permettera’ di stabilizzare il reddito delle aziende agricole per quella parte di ettari coltivata a biomassa e per un periodo certo di 15 anni. Al giorno d’oggi nessuna coltivazione offre una simile garanzia. Inoltre l’intera energia termica in esubero dall’impianto verra’ utilizzata in un successivo ed innovativo processo tecnologico. In tal modo eviteremo l’immissione gratuita di calore nell’ambiente”.

Fonte: Progetto Nuova Energia

Posted in ambiente, energia pulita, sostenibilità, tecnologia | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »