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Ecologia, Salute ed Economia

Archive for 10 marzo 2009

Pipenet: merci via tubo a 1.500 km/h

Posted by darmel su 10 marzo 2009

La rete di tubature Pipenet permetterebbe di spedire pacchi a 1500 km/h in Europa. I pacchi viaggerebbero in condotte poste a lato delle infrastrutture di trasporto già esistenti (ferrovie, autostrade, tubazioni urbane, …). Il sistema di instradamento delle capsule pianifica fin dalla spedizione il percorso più breve in termini di tempo e può scegliere percorsi alternativi in base al traffico presente in rete.

Lo studio di questo sistema e’ in corso all’università di Perugia, che lo ha brevettato insieme ad Ansaldobreda – Finmeccanica e ne ha costruito un prototipo a Terni. L’Università ha calcolato l’impatto di Pipenet sui consumi energetici dei trasporti stimando un risparmio del 55%. Il sistema sarebbe silenzioso e visivamente poco invadente.

I pacchi da spedire potranno pesare fino a 50 Kg. Oggi l’80% dei pacchi trasportati oggi dalle Poste non supera i 3kg di peso, per cui la soluzione potrebbe essere rispondente a dei bisogni reali del mercato. Chi spedisce interi container di materiali può parcellizzare il carico, suggeriscono da Perugia.

Le tariffe sarebbero proporzionali alla velocità della consegna: le linee a bassa velocità viaggiano a 300 km/h, mentre sulle dorsali si raggiungono i citati 1500 km/h. Per consentire queste velocità alle capsule, all’interno delle condotte sarà creato il vuoto e il percorso sarà reso scorrevole o con una rotaia a levitazione magnetica, o con altri sistemi di cui si stanno valutando costi e prestazioni.

Le prime applicazioni ipotizzate sono B2B, come rifornire magazzini, punti vendita, ospedali, farmacie o altre attività con esigenze simili. In un secondo momento si potrebbe pensare di estendere il servizio ai privati, inizialmente solo in ricezione (B2C ed E-commerce) e poi di permettere anche la spedizione tra provati.

Fonte: ecowiki.it

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Risparmio energetico: fino al 18 marzo la campagna Esselunga con Philips e A2A

Posted by darmel su 10 marzo 2009

Dopo gli ecoshopper Esselunga torna in prima linea con un’altra iniziativa ecologica, questa volta al fianco di Philips e A2A. Dal 5 al 18 marzo, infatti, in tutti i punti vendita della catena di supermercati verranno messe in vendita ad un prezzo simbolico di 50 centesimi le lampadine a risparmio energetico di Philips.
Le lampade a risparmio energetico consumano un quinto dell’ energia elettrica di una lampadina tradizionale e durano 10 volte tanto, sino ad un massimo di 10.000 ore. Ma non tutte le lampade (anche quelle a risparmio energetico) sono uguali: la durata della lampada è indicata sulla confezione.

QUANTO SI RISPARMIA?
Utilizzando lampadine di questo tipo si possono recuperare sino a 10 euro l’ anno per punto luce” spiega Sergio Tonfi, corporate communication manager di Philips Italia.
Quello delle lampadine a risparmio energetico è un business in forte crescita per Esselunga che ne ha progressivamente ampliato l’ assortimento inserendo tutte le novità disponibili sul mercato.

UN NODO DA RISOLVERE
Un nodo ancora da risolvere resta tuttavia quello del riciclo o dello smaltimento dei materiali impiegati per le lampade a risparmio energetico: sebbene da anni il comsumatore paghi la RAE, una tassa sullo smaltimento dei rifiuti elettronici, i rivenditori non sono ancora stati forniti degli appositi contenitori di raccolta.
Dunque, se è assodato che il risparmio è assicurato, sarebbe bene acquistare lampade di lunga durata, in modo da creare meno rifiuti e meno ingombri di smaltimento.

Fonte: mondoecoblog.com

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La pagella della carta igienica

Posted by darmel su 10 marzo 2009

Si sa che l’uomo “sviluppato” vuole stare comodo, anche quando è in bagno. Per questo ora non basta più la carta igienica a doppio velo, negli USA ormai il triplo velo è un must.carta20greenpeace1

Peccato che la morbidezza sul deretano si paghi con la deforestazione. Antiche foreste vengono tuttora tagliate in tutto il mondo per produrre carta, compresa quella igienica.

Greenpeace, che non ne lascia scappare una agli ecodevastatori, ha per questo preparato una pagella dei tessuti a base di carta; qui a sinistra vedete quella relativa alla carta igienica, ma ci sono anche fazzoletti e tovaglioli: qui la guida completa.

E’ da notare che anche la carta igienica ecologica può essere morbida, anzi più morbida di quella ecodevastatrice come è stato anche dimostrato negli USA da una prova televisiva in diretta.

Greenpeace ha considerato tre indicatori perchè un prodotto potesse essere promosso:

  • produzione al 100% da materiale riciclato (carta, sottoprodotti del legno o altro)
  • produzione almeno al 50% da carta
  • uso di processi senza cloro (PCF) per la sbiancatura (il mondo non è ancora pronto per la carta igienica giallina o marroncina…)

Un prodotto viene promosso se soddisfa tutte le tre condizioni, rimandato se ne soddisfa solo due, bocciato negli altri casi. E’ da notare che i marchi più famosi (Kleenex, Scott, Wal-Mart) sono stati tutti bocciati.

Sarebbe ora di fare qualcosa del genere anche in Italia…

Fonte: ecoalfabeta.blogosfere.it

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