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Ecologia, Salute ed Economia

Striscia la Notizia: l’orrore del trattamento delle mucche

Posted by darmel su 27 marzo 2009

mucca

Il 26 Marzo 2009 Striscia la Notizia (Canale 5) è stata presentata un’inchiesta, realizzata in collaborazione con la LAV, sulle violazioni in materia di trasporto delle mucche da latte giunte alla fine del ciclo produttivo.

Quando una mucca da latte mostra segni di patologie o debolezza, o diminuisce la produzione di latte e la capacità di riproduzione viene giudicata non più redditizia e quindi avviata al macello. In un altro luogo rispetto all’allevamento in cui è sempre vissuta.

Le mucche da latte sono difficoltose da trasportare, perché spesso sono tanto debilitate o sofferenti da non riuscire a deambulare. Un’infinità di elementi combinati come: tecniche di allevamento intensivo, l’alimentazione ad alto contenuto proteico, la selezione genetica per ottenere un’elevata quantità di latte, i problemi cronici alle zampe, le patologie, la paralisi da parto e altro, le rende vulnerabili e doloranti.
Già al momento delle operazioni di carico numerose mucche non sono più in grado di camminare e spesso non riescono ad alzarsi: sono le “mucche a terra”.

Spinte, trascinate e sollevate
Nel viaggio verso il mattatoio la sofferenza di queste mucche non è un elemento preso in considerazione.
L’importante è che arrivino a destinazione come carne ancora viva, per permettere all’allevatore di trarne il profitto adeguato. Se muoiono nei pressi o all’interno dell’azienda o del mercato egli, non solo non sarà in grado di ricavarne alcun guadagno, ma dovrà spendere per provvedere allo smaltimento della carcassa, considerato che non è possibile far entrare nella filiera alimentare umana – cioè nel ciclo produttivo della carne – un animale deceduto per malattia.

La normativa italiana ed europea afferma che gli animali malati, o feriti – che non sono in grado di deambulare autonomamente – non sono idonei al trasporto e conseguentemente è vietato il loro spostamento.
Per loro la legge prevede la macellazione nell’allevamento d’origine o l’abbattimento sul posto e quindi la termodistruzione.

Le realtà osservate nel corso di varie investigazione svoltesi in alcuni Stati dell’Unione Europea, in particolare nei Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Germania e Belgio, denunciano situazioni ricorrenti di mancato rispetto delle norme e i casi di “mucche a terra” sono numerosi. Ciò accade, ovviamente, anche in Italia.

Animali “da reddito”
Gli animali “da reddito” si trasportano al macello tramite camion, su cui devono salire con le loro gambe. Perché la vendita della carne avvenga, devono arrivare vivi, in qualsiasi condizione ma vivi.

Per legge, in fase di carico (e scarico) gli animali non devono essere mai mantenuti in sospensione con mezzi meccanici, sollevati o tirati per la testa, le corna, le zampe, la coda o il vello.

La legge viene però contravvenuta e le “mucche a terra, e non solo loro, spesso vengono: trascinate con una catena o una fune legate a una o a due zampe, spinte sul camion con mezzi meccanici come pale di trattori, sollevate e scaricate, dopo averle imbracate sommariamente, nel camion, con l’ausilio di elevatori, verricelli o mezzi meccanici simili.

Un esempio fra tutti, osservato in un mercato alimentare all’ingrosso del Nord Italia, descrive come una bovina che giaceva in terra lungo il passaggio degli animali sia stata: spinta, caricata sul trattore, trascinata per la coda, schiacciata, calpestata, fatta rotolare sul camion. A queste azioni di violenza, si sono poi aggiunte le torture con un pungolo elettrico, utilizzato in varie parti del corpo, incluse le zone genitale e anale, per almeno 10 volte.

Chi ha visto ieri il programma “Striscia la Notizia” magari è rimasto come me “di stucco” di fronte alla Tv quando ha visto il servizio sulle “vacche a terra”, un fenomeno molto strano in cui i poveri animali non ci riescono a restare in piedi. Molte volte vengono così sfruttate per la produzione del latte che messe in reciti piccoli non si muovono e di conseguenza perdono la capacità di camminare. Questa è già una cosa raccapricciante secondo me, però non finisce qui:

Quindi state attenti al momento di fare la spesa, lasciate perdere certi prodotti non affidabili e, se volete proprio bere latte di mucca, andate dalle fattorie o agriturismi dove gli animali non sono sfruttati (forse), oppure guardate questo sito dei distributtori di latte crudo milkmaps.
Una soluzione molto efficace è quella di bere il latte di soia, un latte molto ricco e salutare. Noi consumatori abbiamo il potere di far sparire i cattivi allevamenti, basta non comprare più il loro prodotti e questo vale pure per altri prodotti.

Qui di seguito il video di Striscia la Notizia

Fonte:
Lega Anti Vivisezione (LAV)
lavpalermo.netsons.org
Blogeko.info

vivereverde.blogspot.com

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