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Ecologia, Salute ed Economia

Archive for 29 marzo 2009

Di Pietro: “Non c’e’ futuro per il nucleare”

Posted by darmel su 29 marzo 2009

“Non c’e’ futuro nel nucleare”: Antonio Di Pietro commenta cosi’ l’intervista fatta per il suo blog a Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia.

“Il governo Berlusconi – aggiunge Di Pietro – ci allontana dal vero sviluppo energetico di cui abbiamo bisogno e ci spinge su binari lontani dalle energie rinnovabili, unica vera opportunita’ nei prossimi decenni. Alle elezioni europee di giugno torniamo in Europa, con le energie rinnovabili”.

“La verita’ – afferma infatti il rappresentante di Greenpeace – e’ che dobbiamo avere chiaro tutti che il nucleare e’ un settore in forte crisi, che non e’ stato cancellato dagli ecologisti, ma e’ stato cancellato dal mercato e dal fatto che dopo 60 anni i costi sono cresciuti invece che diminuire, e soprattutto tutti i problemi, dalla gestione delle scorie ad avere oggetti intrinsecamente sicuri, non sono stati risolti”.

“Siamo di fronte ad una tecnologia che e’ in crisi, richiede molti soldi laddove il mercato e’ stato liberalizzato, e soprattutto questo dibattito rischia di farci perdere il treno delle rinnovabili e dell’efficienza. Questi quattro reattori proposti dal governo, se mai verranno fatti, produrranno circa 42-45 miliardi di kW/h: gli obiettivi europei per le rinnovabili, solo nel settore elettrico, sono di 50 miliardi in piu’ al 2020, e se guardiamo anche all’efficienza, cioe’ sostituire le apparecchiature con cui utilizziamo l’energia con apparecchiature piu’ efficienti, il potenziale tecnico e gli obiettivi sarebbero nell’ordine dei 100 miliardi.

Fonti rinnovabili ed efficienza hanno un potenziale triplo rispetto al nucleare e dal punto di vista occupazionale almeno 10 volte di piu”‘, conclude Onufrio.

Fonte: RaiNews24

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La centrale nucleare finlandese finisce in tribunale mentre aumentano i costi

Posted by darmel su 29 marzo 2009

Il nuovo impianto nucleare Epr finlandese, dello stesso modello che si vorrebbe fare in Italia, in tre anni ha prodotto atti giudiziari, ritardi e un danno al contribuente per 3,5 miliardi di euro.

La società costruttrice francese Areva e l’azienda finlandese per l’energia TVO sono ai ferri corti per la costruzione del nuovo impianto nucleare di Olkiluoto in Finlandia. Ne da notizia il principale giornale economico finlandese Kauppalehti, la società costruttrice francese Areva ha dichiarato di voler procedere per vie legali contro la committente TVO.

Le due società si stanno infatti incolpando l’un l’altra dei ritardi: l’impianto Epr (Olkiluoto 3), che doveva essere consegnato nel 2009, non sarà consegnato nemmeno nel 2011, avendo accumulato 3 anni di ritardo nei primi 3 anni di cantiere.

Secondo la CEO di Areva Anne Lauvergon, TVO non ha eseguito le procedure di accelerazione che erano state concordate nel giugno 2008, mentre ha impiegato un anno per l’approvazione dei  documenti di costruzione rispetto ai due mesi precedentemente concordati. Per cui Areva ha deciso di chiedere a TVO per via giudiziale 2 miliardi e mezzo di euro. Inoltre, secondo Areva, TVO pretenderebbe a sua volta dall’azienda francese 2,4 miliardi di euro per il ritardo.

Areva stima che OL3 costerà 1,7 miliardi di euro in più rispetto ai 3,2 miliardi di euro stabiliti da contratto. L’anno scorso ha accantonato riserve per 749 milioni di euro per Olkiluoto 3, che hanno duramente impattato sull’utile di esercizio della società, riducendo il risultato di fine anno del 21%.

Una cosa è certa: comunque andrà a finire, gli ulteriori ritardi e costi peseranno non poco sulla bolletta dei cittadini finlandesi. Secondo la testata finlandese Kauppalehti gli utenti finali finlandesi si accolleranno almeno 3,5 miliardi di euro in più rispetto al passato.

“Su questi aspetti l’informazione in Italia è stata molto carente.- Denuncia Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo di Greenpeace Italia- Se si aggiungono le 2100 ‘non conformità’ rilevate dall’Autorità di Sicurezza Nucleare finlandese, il quadro è chiaro: gli EPR costano troppo e per tentare di ridurre i costi anche la sicurezza viene messa in dubbio”.

Fonte: RaiNews24

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Studio Usa conferma: troppa carne rossa aumenta il rischio di tumore e infarto

Posted by darmel su 29 marzo 2009

“Nessuno sostiene che la gente dovrebbe completamente evitare bacon o hamburger: la ricerca però ci dice che limitare nettamente quei cibi riduce il rischio di morire per cancro o altre malattie”. Ed Yong, ricercatore al Cancer Research britannico, invita alla cautela ma al tempo stesso non nasconde le nuove prove a conferma che mangiare grandi quantità di carne rossa non fa bene alla salute.

Chi fa grandi abbuffate di carne rossa infatti ha un accresciuto rischio di morte nel corso degli anni; al contrario, un consumo anche accentuato di carne bianca, è associato a un rischio lievemente inferiore di decesso.

Lo studio statunitense, che appare in “Archives of Internal Medicine”, ha preso in esame 500.000 persone: gli scienziati del National Cancer Institute hanno scoperto che chi ha una dieta con un’alta proporzione di carne rossa o lavorata ha il
più alto rischio di morte, e in particolare rischia cancro e malattie cardiache. In cima alla lista, quanti mangiano 160 grammi di carne rossa o lavorata ogni giorno; in fondo quelli che ne prendono appena 25 grammi, in pratica una fettina di pancetta. Secondo i ricercatori, si potrebbero evitare l’11% dei decessi tra gli uomini e il 16 tra le donne se le persone riducessero il consumo di carne ai livelli inferiori.

A favorire lo sviluppo del cancro, dicono i ricercatori, è l’alta temperatura richiesta dalla cottura della carne. “Quello che si dovrebbe fare è ridurre notevolmente il consumo totale di carne, ridurre ancora di piu’ quella lavorata e gli altri prodotti alimentari con alto contenuto di sale e la riduzione dei grassi saturi totali”. Un nutrizionista della Monash University australiana, Mark Wahlqvist, sostiene che mangiare una piccola quantità di carne rossa apporta quantità utilissime di componenti nutritivi: ma si parla di appena 30 grammi al giorno.

Fonte: RaiNews24

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