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Ecologia, Salute ed Economia

Archive for aprile 2009

Cremonesi (Acea): a Roma parco fotovoltaico da 25MW

Posted by darmel su 23 aprile 2009

Un grande parco fotovoltaico nel Comune di Roma: è il progetto che Acea ha annunciato qualche giorno fa, durante la presentazione del concerto per l’Earth Day. Dalle prime stime presentate l’impianto costerà 130 milioni di euro e dovrà essere realizzato entro il 2010.

Cremonesi, presidente di Acea, ha illustrato le varie soluzioni allo studio per la copertura finanziaria dell’opera. L’onere potrebbe essere sostenuto completamente dalla sola Acea, oppure con un investimento pubblico tramite la Cassa Depositi e Prestiti. Anche se il presidente ha tenuto a chiarire come l’Acea abbia risorse e credito necessari al finanziamento dell’intero progetto.

Tra le aree individuate per la localizzazione degli impianti, ci sono una parte dei terreni di Castel di Guido e altre proprietà sia del Comune che della Regione. L’obiettivo ottimale sarebbe però quello di sviluppare gli impianti su un’unica area per realizzare notevoli risparmi.

Fonte: Rinnovabili.it

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Ponte sullo Stretto, ripartono le attività di costruzione

Posted by darmel su 18 aprile 2009

Nonostante il terremoto in Abruzzo e tutte le risorse che la ricotruzione comporta, sono ripartite le attività per la costruzione di questa opera, non solo inutile, ma pure dannosa. Vedete l’articolo precedente qui: Possiamo fare a meno del ponte sullo stresso di Messina, ecco perchè
Ovviamente la società di progetto non poteva essere che la solita nota Impregilo.

Apprendo dal sito Milano Finanza che:

Nuovo passo avanti per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Oggi, presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, alla presenza del ministro Altero Matteoli, è stato firmato l’accordo tra la società concessionaria Stretto di Messina e il contraente generale Eurolink (la società di progetto costituita dall’Ati guidata da Impregilo) finalizzato al riavvio delle attività per la costruzione dell’opera.

“È stato un percorso complesso perché si è trattato di riprendere un contratto firmato tre anni fa. Una volta completate le dovute verifiche da parte del ministero delle Infrastrutture, il contraente generale potrà riavviare le attività per la progettazione definitiva”, commenta l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci.

“In base all’accordo l’importo del contratto, fissato nel 2006 a 3,9 miliardi di euro, resta inalterato. L’onere complessivo a finire dell’investimento, comprensivo del costo di realizzazione dell’opera, degli oneri finanziari, degli accantonamenti rischi e degli adeguamenti conseguenti all’inflazione, è stato stimato circa 6,3 miliardi di euro. Tale importo non si discosta sensibilmente dalle valutazioni del 2003, calcolate in via prudenziale in 6,1 miliardi di euro”, riferisce Ciucci, “Questa grande opera darà un forte contributo al rilancio dell’economia del Paese ed è bene ricordare, in tal senso, che nella realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina sono coinvolte una quindicina di primarie aziende italiane ed estere. Gli effetti economici positivi si produrranno da subito, infatti progettazione definitiva significa anche rilevanti attività di cantiere, che a loro volta daranno il via al relativo Project management, contratto da 120 milioni di euro. Partirà poi subito anche l’attività’ di monitoraggio ambientale ante operam, con un contratto da 29 milioni di euro”. Inoltre, con Eurolink – saranno individuate fin dall’inizio opere propedeutiche che potranno essere cantierate nell’immediato, anticipando l’esecuzione di opere già previste dal contratto che, oltre a essere comunque funzionali alla viabilità locale, servono anche a fare spazio ai cantieri per il ponte.

Fonte: MilanoFinanza.it

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Gruppo Kerakoll: investe sul business ecosostenibile

Posted by darmel su 12 aprile 2009

Il gruppo Kerakoll di Sassuolo, controllato dalla famiglia Sghedoni, sviluppatosi sulla scia dell’exploit delle piastrelle (45% di quota del mercato dei prodotti per la posa del gres porcellanato) per poi specializzarsi nei prodotti per l’architettura sostenibile, il restauro storico e l’interior design, ha chiuso il 2008 con un fatturato consolidato di 335 milioni (+6% rispetto al 2007), confermando il trend di crescita ininterrotta dal 1990. L’export è il 30% del giro d’affari. Nel 2008 l’Ebitda e’ pari a circa 85 mln (+11% a/a), pari ad oltre il 25% del fatturato.

“L’obiettivo per il 2009 – afferma Gian Luca Sghedoni, a.d. di Kerakoll – e’ di confermare i tassi di crescita dei principali indicatori economico finanziari puntando a rafforzare la leadership attraverso lo sviluppo di nuovi prodotti ecosostenibili, come la biocalce, e l’ingresso in nuovi segmenti dell’alto di gamma. La nostra green division arriverà a rappresentare nel 2010 il 15% del fatturato. Inoltre stiamo studiando soluzioni innovative per il risparmio energetico e tipologie più funzionali di superfici ecosostenibili. Crediamo che siano fondamentali la ricerca e la proposta di nuovi prodotti e in questo 2009 investiremo 38 milioni di euro (il 5,4% dei ricavi), di cui il 75% destinati alla green research per l’individuazione di tecnologie ecocompatibili, in linea con i principi dello sviluppo sostenibile”. Insomma, Kerakoll si propone come gruppo sempre più «verde» e sempre più orientato al supporto al design.

Fonte:
MilanoFinanza 10/04/09
MilanoFinanza 02/04/09

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Emissione zero: Campo Tures, primo comune alto-atesino

Posted by darmel su 10 aprile 2009

A Bolzano si è dato il via, con la firma dell’accordo tra Comune e Provincia, al ‘Programma 50 case’, che consiste nel “risanamento energetico” di ben cinquanta stabili nel comune di Campo Tures.
La cittadina ubicata nella valle Aurina, nei pressi del confine con l’Austria, diverrà così il primo comune ad emissioni zero della Regione Alto Adige.
L’investimento per la realizzazione del progetto sarà a carico del Comune, della Provincia e di sponsor privati, che contribuiranno per i due terzi dei costi, anche per il contributo di consulenza energetica, ma anche gli utenti che sono coinvolti da questa iniziativa, sosterranno il restante terzo delle spese.
L’obiettivo, oltre a quello di risparmiare sulle emissioni di gas serra, è quello di una diminuzione a lungo termine della bolletta energetica di queste famiglie, ma anche quello di imprimere un impulso al settore dell’edilizia.

Fonte: rinnovabili.it

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La Germania dirà addio al nucleare, l’Italia lo accoglierà

Posted by darmel su 10 aprile 2009

Brunsbuettel e Biblis, entrambe ultratrentenni, hanno ancora pochi anni di vita. Le due centrali nucleari tedesche verranno chiuse rispettivamente nel 2012 e nel 2010. Questa decisione, confermata il 26 marzo dal tribunale amministrativo federale di Lipsia, risale a sette anni fa.

Il 22 aprile 2002, infatti, la coalizione tra socialdemocratici e verdi allora al governo aveva approvato una legge sull’uscita totale dall’energia nucleare. Con questa legge il governo Schroeder aveva concesso ad ogni centrale una quantità prefissata di elettricità da produrre prima della sua chiusura. Le centrali di Biblis in Assia e Brunsbuettel nello Schleswig-Holstein hanno quasi raggiunto il limite a loro concesso.

Da dove sorgono, allora, i dubbi sulla loro chiusura?

Le imprese energetiche RWE e Vattenfall hanno avanzato una richiesta: spostare su Biblis e Brunsbuettel il ‘resto di elettricità’ concesso ad una centrale ormai spenta (Mühlheim-Kärlich). La legge prevede però il trasferimento dell’elettricità di Mühlheim-Kärlich solo a determinate centrali, e Biblis e Brunsbuettel non sono tra queste.

Le imprese energetiche hanno comunque proposto il trasferimento anche perché si trattava di ben 45 miliardi di kWh: “Per noi non sono delle noccioline” dichiara l’avvocato di RWE, Bettina Keienburg. Anche solo i 30 miliardi di kWh previsti per Biblis rifornirebbero di elettricità la città di Berlino per più di due anni.

Il trasferimento di elettricità virtuale ancora concessa alla produzione, però, viene generalmente concesso da centrali vecchie a centrali più recenti. Nel caso di Brunsbuettel e Biblis si tratta invece di due Oldies, costruite rispettivamente nel ’76 e nel ’74.

Con i suoi 35 anni Biblis A è la centrale più vecchia dell’intero paese. Forse perché la considera ‘storica’, il suo direttore Hartmut Lauer spera che non sia giunta l’ultima ora per lei.

Il tribunale amministrativo federale, però, non considera l’anzianità delle centrali come un pregio. Nella fiducia che il progresso tecnico renda gli impianti recenti più sicuri, ha quindi rifiutato la richiesta di Vattenfall e RWE.

“La sentenza crea certezza giuridica a proposito dell’ulteriore esecuzione della legge sul nucleare”, spiega il ministro dell’ambiente Sigmar Gabriel.

In Germania infatti, 17 impianti sono ancora in funzione, ma entro il 2021, la terza potenza industriale mondiale promette di spegnerli tutti.

In cambio saranno attive quattro centrali italiane, che Enel intende mettere in funzione entro il 2020.

Si può quindi affarmare che ci troviamo sulla stessa strada. Il problema è che andiamo nel senso opposto.

Fonte: terranauta.it

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Guida al riciclo: a Milano Amsa mette a disposizione il sito “dove lo butto?” consulente ecologico virtuale

Posted by darmel su 10 aprile 2009

 

Si chiama “dove lo butto?” ed accorre in aiuto di tutti quelli che, di fronte a un rifiuto, non sanno da che parte buttarlo per un corretto riciclo. Si trova all’ indirizzo www.dovelobutto.net e dispone di un simpatico “assistente virtuale” che indica, inserendo il nome del rifiuto, dove va buttato.
Milano è la prima grande città italiana e una delle poche a livello europeo in cui sia stato attivato su tutto il territorio, centro e periferia, un sistema di raccolta differenziata “porta a porta”: ad eccezione di alcune postazioni stradali per carta e vetro, infatti, tutto il rifiuto indifferenziato e la quasi totalità del rifiuto differenziato è stoccato in spazi privati e conferito a piano strada nei giorni e negli orari comunicati da Amsa a ciascuno stabile.

VIA I CASSONETTI STRADALI
Questo sistema ha permesso di eliminare completamente i cassonetti stradali per la raccolta dei rifiuti indifferenziati e quasi completamente le campane per la raccolta differenziata della carta e del vetro (attualmente sono presenti sul territorio circa 225 postazioni), con effetti positivi in termini di igiene e di decoro urbano.

IL SERVIZIO DI RACCOLTA RIFIUTI
Il servizio di raccolta rifiuti viene svolto tra le ore 6.00 e le ore 11.50 del mattino: in particolare entro le ore 8.00 i camion dedicati alla raccolta devono uscire dalle zone centrali e tra le ore 8.00 e le ore 11.50 dalle zone esterne. La raccolta dei rifiuti a Milano viene effettuata presso ogni stabile due giorni alla settimana; in entrambi i giorni si raccolgono i rifiuti indifferenziati, mentre in una sola delle due giornate gli operatori di Amsa raccolgono i sacchi gialli per plastica e metallo e svuotano i cassonetti condominiali per la raccolta differenziata di carta e vetro.

Il servizio di raccolta rifiuti ingombranti a domicilio è offerto ai cittadini milanesi gratuitamente, con alcuni limiti (peso, volume e dimensioni), nel rispetto delle modalità determinate nell’ Ordinanza del Sindaco per la Raccolta Differenziata dei Rifiuti, in vigore dall’ 8 febbraio 2001.

Fonte: mondoecoblog.com

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Le «bombe chimiche» nascoste in un bicchiere d’acqua

Posted by darmel su 10 aprile 2009

MILANO – Un bicchiere d’acqua o, ancora meglio, una piscina possono contenere vere e proprie bombe chimiche. E paradossalmente le sostanze tossiche che finiscono lì dentro sono sottoprodotti dei disinfettanti. Così, bevendo o nuotando in piscina, non si prende più il colera, ma si possono rischiare altri danni e persino un tumore. Il problema di fondo è che i disinfettanti, derivati del cloro, si combinano con materiali organici presenti nell’acqua e si trasformano nei cosiddetti Dbp, appunto i sottoprodotti della disinfezione. Che sono decine, sono tossici e non sono registrati perché di recente scoperta. L’allarme arriva dall’University of Illinois che ha appena pubblicato uno studio, che è durato dieci anni, su Mutation Research

DANNI AL DNA – I ricercatori hanno sviluppato speciali linee cellulari di mammiferi che permettono di analizzare la capacità di certi composti chimici di uccidere le cellule ( citotossicità) o di provocare danni al Dna (genotossicità o cancerogenicità). «Il nostro laboratorio – ha detto Michael Plewa coordinatore della ricerca – ha costruito il più grande database di questi composti “emergenti” e ha fatto due nuove scoperte che potranno aiutare l’Epa (l’agenzia americana di protezione ambientale) nel prendere le opportune decisioni». La prima scoperta riguarda i Dpb che contengono iodio. Quest’ultimo si trova nell’acqua di mare o nelle falde acquifere sotterranee che si sono formate dove probabilmente una volta c’era il mare. Se l’acqua contiene iodio, quando si disinfetta per la potabilizzazione, si possono formare Dbp con atomi di iodio. Questi sono più tossici e genotossici di quelli regolati dall’Epa. Seconda scoperta: i Dbp contenenti azoto sono più tossici, genotossici e anche cancerogeni di quelli che non lo contengono. E anche questi ultimi non sono oggetto di regolamentazione.

I NUOTATORI – Il problema, però non sta soltanto nell’acqua potabile. Piscine e vasche da bagno funzionano da reattori chimici per i Dbp. «In questo caso – commenta Plewa – il materiale organico è l’essere umano stesso. Le persone sudano, usano creme solari e cosmetici che poi finiscono nell’acqua (clorata), insieme a capelli e cellule varie. L’acqua viene poi riciclata e così si accumulano Dbp in quantità che possono anche essere dieci volte superiori a quelle contenuta nell’acqua del rubinetto. E che vengono poi assorbite attraverso la pelle o inalate. Non a caso alcuni studi hanno dimostrato, nei nuotatori abituali, un tasso di tumori alla vescica e di asma superiore a quello della popolazione normale. I più a rischio, per quanto riguarda le piscine, sono i bambini, più suscettibili ai danni del Dna. Per ovviare a questo problema emergente, visto che non si può non trattare l’acqua con disinfettanti che eliminano i batteri, è indispensabile trovare soluzioni alternative a quelle chimiche. E per quanto riguarda le piscine è necessario insistere sulla opportunità di fare la doccia prima di immergersi e di evitare creme o altri prodotti sulla pelle.

Fonte: Corriere.it

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A Milano brochure gratuita sull’omeopatia

Posted by darmel su 10 aprile 2009

Verso la fine del XVII secolo il medico tedesco Samuel Hahnemann sperimentò l’omeopatia. Di cosa si tratta? Tutti ne sentono parlare, ma pochi sanno di cosa si tratti. La Medicina Omeopatica è un metodo clinico e terapeutico che esamina il paziente nella sua globalità prendendo in considerazione unitariamente sia gli aspetti fisiologici ma emotivi, mentali. Il medico omeopatico quindi non vede il paziente uno come tanti ma raccoglie informazioni sul paziente anche in base al suo stato emozionale, che non deve essere escluso dalla raccolta dei sintomi.

Una volta individuata la malattia la si cura secondo cosiddetto principio di similitudine del farmaco (similia similibus curantur) enunciato dallo stesso Hahnemann:  il rimedio appropriato per una determinata malattia è dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella malata. Dopo di ciò, il medicinale omeopatico (spesso appartenente al mondo delle piante, degli animali o minerali), viene somministrato al malato in una quantità fortemente diluita, che secondo gli omeopati non provoca una riduzione dell’effetto farmacologico bensì un suo potenziamento.

Volete saperne di più? Se siete nelle vicinanze di Milano, potrete usufruire dell’iniziativa della città lombarda: ieri era la Giornata mondiale dell’omeopatia, e nel Comune di Milano si troveranno in farmacie, scuole e biblioteche comunali la nuova brochure «Omeopatia e cenni di Omotossicologia», quale terza uscita della collana «Quaderni della salute». Oltre alla brochure, «Natura che cura» dal prossimo settembre, sempre a Milano, inizierà un corso per bambini rivolto ai ragazzi dai 9 ai 12 anni: per info http://www.comune.milano.it, tel. 02.02.02.

Milano, sede dell’Expo 2015 – ha commentato l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna -, vuole essere all’avanguardia e, senza entrare nell’ambito della valutazione scientifica, propone ai cittadini una brochure informativa sull’uso delle medicine non convenzionali, in particolare l’omeopatia, con lo scopo di dare una corretta informazione sul suo uso. Milano non può trovarsi impreparata e deve poter garantire conoscenza e competenza ai milioni di turisti che parteciperanno a questa manifestazione, tra i quali ci saranno molti che si curano con l’omeopatia. I numeri  dicono che il fenomeno ha dimensioni rilevanti e che si tratta di una realtà da tenere in considerazione.

Fonte: guadagnorisparmiando.com

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Siberia: 6 tonnellate di pesticidi interrate vicino ad una scuola materna

Posted by darmel su 10 aprile 2009

A Cita, nella Siberia orientale, il Servizio federale di sicurezza (il fsb, l’erede dal Kgb) ha scoperto 6 tonnellate di pesticidi interrati a trenta metri da una scuola materna.
Secondo l’Fsb «I prodotti interrati senza autorizzazione, che costituiscono una minaccia seria per l’ambiente, sono stati scoperti non lontano da una cooperativa agricola».

Secondo quanto scrive Ria-Novosti, l’Fsb sarebbe in possesso di documenti che attesterebbero che quei pesticidi risulterebbero già “riciclati” nell’autunno del 2008 da un centro specializzato. Il falso smaltimento e riciclo sarebbe costato al distretto di Cita 280.000 rubli.

Un portavoce dell’Fsb ha confermato la vicinanza della discarica abusiva ad un quartiere abitato, ad un grande deposito d’acqua e ad una scuola materna: «Con la primavera e l’arrivo delle piogge, i prodotti avrebbero raggiunto il fiume Cita».

Sostanze inquinanti hanno invece raggiunto davvero un fiume nel distretto di Tongnan, nella municipalità di Chongqing, nel sud-ovest della confinante Cina, causando la morte di migliaia di pesci. Secondo le autorità locali si tratterebbe di uno sversamento di prodotti chimici e i test effettuati mostrano alterazioni nelle acque.

Fonte: greenreport.it

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Italia: le energie rinnovabili contribuiscono per il 21% al sistema elettrico nazionale

Posted by darmel su 10 aprile 2009

LIVORNO. Secondo i dati diffusi dal gestore del mercato elettrico (Gme), la crisi economica fa calare il prezzo unico nazionale (Pun) dell’energia elettrica: meno 7,3% dal marzo 2008 al marzo 2009. Cresce invece la differenza del costo dell’energia tra il Pun (69 euro MWh) ed il prezzo medio delle principali borse europee (36 euro MWh), per questo diventa più economico importare energia dall’estero, con un aumento del +34,4%.

La buona notizia viene dalle fonti di energia rinnovabile: l’eolico in un anno è cresciuto in Italia del 35,8%, l’idroelettrico del 57,6%, probabilmente grazie anche all’abbondanza di precipitazioni.
Le energie rinnovabili ormai danno un contributo del 21% al sistema elettrico nazionale, un bel balzo rispetto al 13,9% del marzo 2008, e la differenza la fanno proprio acqua e vento.

Fonte: greenreport.it

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