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Ecologia, Salute ed Economia

Alpi: Noi, taglialegna e ambientalisti

Posted by darmel su 27 giugno 2009

Ancora qualche settimana e poi una nuova certificazione si aggiungerà a quelle che Alpi, multinazionale della trasformazione del legno di Modigliana, in provincia di Forlì, possiede già. Si tratta del riconoscimento del Bureau Veritas che attesta il rispetto delle leggi forestali del Camerun, dove il gruppo guidato da Vittorio Alpi è la prima realtà industriale del settore, con tre siti produttivi e oltre 500 mila ettari di foresta tropicale in concessione. «Abbattiamo solo pochi alberi per ettaro, in modo che il tessuto forestale possa cicatrizzarsi velocemente, e poi lasciamo riposare l’area per 30 anni» spiega Alpi a Economy.

L’impegno per una gestione sostenibile della natura era già stato dimostrato con l’accordo firmato tra Alpi e il Tropical forest trust, un’organizzazione non profit internazionale impegnata nella tutela delle risorse tropicali. Mentre in Italia, dove la materia prima è costituita dal pioppo, Alpi ha già ottenuto la certificazione di Sgs e il marchio di Fsc (Forest Stewardship Council), associazione di cui fanno parte anche Wwf e Greenpeace.

«Una gestione sostenibile della foresta ci garantisce il suo utilizzo economico e al tempo stesso fornisce un importante contributo al reddito degli abitanti della regione» aggiunge Alpi. In Africa lavorano 1.500 dipendenti, impegnati nel taglio dei tronchi di Ayous e nella successiva lavorazione. Di questi, 150 operano al largo della Costa d’Avorio su una chiatta lunga 95 metri. Su questo stabilimento galleggiante, varato nel 1975 nei cantieri di Ravenna e poi rimorchiato fino in Africa, si procede alla sfogliatura del legno. Capofila del gruppo in terra africana è la Alpicam Industries che trasforma il legno per gli stabilimenti italiani.

Con un fatturato 2008 stimato in 168 milioni di euro e un utile di 20 milioni, il gruppo Alpi, tra Italia e Africa, può contare su otto stabilimenti e 2.895 addetti. Nell’ultimo anno ha prodotto 41,5 milioni di metri quadrati di tranciato, qualcosa come l’equivalente di circa 5.800 campi di calcio, rifornendo oltre 1.300 produttori di mobili e porte. «Le aziende italiane e tedesche sono le migliori per la qualità del prodotto, ma vendiamo in tutto il mondo» dice Alpi.

Il core business è immutato da decenni e si chiama Alpilignum: si tratta di un foglio in legno destinato al rivestimento dei mobili che può essere realizzato in svariati colori e grazie alla particolare lavorazione può assumere le stesse venature di essenze pregiate e rare.

Fonte:
alpi.it
blogonomy.it

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