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Ecologia, Salute ed Economia

Il dissalatore più grande d’Europa placa la sete di Barcellona

Posted by darmel su 7 agosto 2009

MADRID- Da oggi l’area metropolitana di Barcellona ha l’acqua necessaria al fabbisogno di un quinto della sua popolazione, senza la necessità di ricorrere al travaso dai fiumi Segre o Ebro.

E’ stato inaugurato dal presidente della Generalitat, José Montilla, l’impianto di desalinizzazione per uso urbano più grande d’Europa, a El Prat de Llobregat, una delle maggiori infrastrutture realizzate dal governo catalano per porre fine ai problemi provocati dalla siccità in Catalogna.

Con un investimento di 230 milioni di euro, per il 75% coperto con fondi Ue, l’impianto approvvigionerà 4,5 milioni di persone, coprendo il 24% del consumo d’acqua in ambito metropolitano, con una produzione di 200 milioni di litri al giorno, fino a 60 ettometri cubi di acqua l’anno.

Il progetto, realizzato dopo la deroga del Piano Idrologico Nazionale, che prevedeva il travaso del fiume Ebro, è stato definito da Montilla il “simbolo della Catalogna del futuro” e della scommessa della regione sul processo di potabilizzazione dell’acqua marina.

Quello de Llobregat è infatti uno dei 4 impianti previsti dal piano regionale che saranno a regime nei prossimi quattro anni, con l’obiettivo di produrre 200 ettometri cubi di acqua l’anno: a parte quello inaugurato oggi, i due di Tordera, di cui uno già funzionante, e quello di Foix, a Cubelles, attualmente in fase di aggiudicazione del progetto. Si chiude così una lunga stagione di polemiche che, a causa della siccità severa registrata nella regione negli ultimi anni, sono state oggetto dello scontro politico, con il travaso dell’Ebro approvato dal partito Popolare nel 2000 e successivamente revocato dal governo tripartito a guida socialista; o quello del Rodano, invocato i nazionalisti di CiU nel 2008, in piena crisi idrica.

Per far fronte all’emergenza, che rischiava di svuotare completamente i bacini delle riserve idriche, la Generalitat approvò un anno fa la realizzazione delle condotte idriche per trasportare l’acqua verso Barcellona dai fiumi ed assicurare l’approvvigionamento dell’area metropolitana.

Le piogge, per fortuna più intese durante lo scorso inverno, hanno riportato i bacini a livelli di normalità. L’acqua dolce proveniente dalla desalinizzazione sarà drenata da una condotta che capta l’acqua marina, a 2,2 km dalla costa e a 30 metri di profondità. Una stazione di pompaggio la immette, attraverso condotte del diametro di due metri, nell’impianto di Llobregat, per la desalinizzazione.

I costi di produzione sono elevati, dato che uno dei principali problemi è il grande consumo di elettricità necessario per il funzionamento dell’impianto. A tal fine, riferisce oggi la stampa spagnola, sono stati installati dei dispositivi di recupero energetico che, utilizzando la stessa pressione dell’acqua, consentono di ridurre della metà il consumo di energia. Il riscaldamento, il raffreddamento e l’acqua calda a scopi sanitari necessari all’impianto sono realizzati mediante energia solare termica. Efficienza e sostenibilità ambientale, senza alterare il naturale corso dei fiumi, sono le parole d’ordine del piano idrico adottato dalla Generalitat.

Una volta desalinizzzata, l’acqua sarà portata da El Prat de Llobregat al deposito di Fontsanta, a Sant Joan Despì, dove confluiscono anche le acque dell’impianto di potabilizzazione di Abrera e, dopo essere stata mescolata, viene immessa nella rete idrica per il consumo.

Fonte: ilmediterraneo.it

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