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Ecologia, Salute ed Economia

Archive for the ‘politica’ Category

Ecco perchè dico NO al Nucleare, votando SI al referendum…

Posted by darmel su 12 giugno 2011

Oggi è un giorno storico per l’Italia e che verrà ricordato negli anni a venire. Finalmente è arrivato il momento per gli italiani di fare qualcosa per il proprio Paese, per fare qualcosa per la loro (nostra!) Italia.

Andate a votare e scegliete il futuro che desiderate per voi e i vostri figli!

Qui vi cito alcuni motivi per dire NO al Nucleare, votando SI al referendum, dello scrittore Carlo Dorofatti

1. Perché l’’Italia non ha alcuna necessità di comprare energia elettrica. Infatti secondo i dati TERNA pubblicati nel 2009, quando ancora il ricorso alle fonti rinnovabili non era al massimo, la potenza installata in Italia al 31/12/2008 era di 98.625 MW e la potenza massima richiesta in Italia nel 2008 era di 55.292 MW.
Abbiamo quindi un’eccedenza di energia superiore a quasi tutti i paesi europei!!!

 2. L’energia elettrica ci avanza, ma la compriamo. Perché? Perché l’ENEL è privata e deve fare profitto e preferisce tenere i suoi impianti spenti o farli funzionare solo saltuariamente per poi comprare l’energia elettrica a prezzi stracciati da Paesi che la svendono perché ne producono troppa, come la Francia.

 3. Perché quando le miniere facili di Uranio saranno esaurite, ci vorrà più energia per estrarlo e arricchirlo di quanta ce ne fornirà. 
In natura non esiste comunque l’Uranio da solo: si estrae un minerale, che va macinato, lavorato, arricchito e trasformato nel combustibile per le centrali, trasportato fino alla centrale… ed è molto radioattivo.

 4. Perché dovremo importare Uranio da altri paesi, esattamente come il petrolio, Il suo prezzo aumenterà sempre di più perché sarà necessario estrarlo da miniere che ne conterranno sempre meno. 

5. Perché in tutto il mondo solo sette società controllano l’85% dei giacimenti di Uranio e soltanto quattro fanno ben il 95% dell’arricchimento del combustibile.

 6. Perché nella migliore delle ipotesi, non avremo centrali nucleari funzionanti prima di 15 anni. Completamente fuori tempo massimo per il clima!!!

 7. Perché da una centrale nucleare escono gas, liquidi e solidi tutti fortemente radioattivi. I gas radioattivi non vengono intrappolati, e si liberano interamente, come gli Xe 133, Kr 85, H 3, il Trizio. Ci sono studi serissimi,come lo studio tedesco, KIKK Studium, e uno americano che dimostrano che c’è un forte aumento di leucemie nei bambini e di tumori degli embrioni tra la gente che vive vicino alle centrali nucleari.

 8. Perché non spenderemo meno in bolletta. Infatti bisogna tener conto non solo della spesa per le centrali ma dell’intero ciclo, specie dei costi successivi dovuti al deposito delle scorie e allo smantellamento delle centrali, ovvero i “costi differiti” di cui nessuno parla mai. 

9.Perché il nucleare ci costa ancora in bolletta (voce A2) per le vecchie centrali fuori uso 1 miliardo di euro all’anno, senza produrre più UN SOLO kWh da 23 anni.

 10. Perché in un anno una sola centrale da 1000 MW produce scorie che contengono la stessa radioattività prodotta da 1000 bombe come quella di Hiroshima.

 11. Perché nessuno al mondo è ancora riuscito a trovare una soluzione definitiva al problema delle scorie che sono radioattive per lungo tempo; le scorie ad alta attività lo sono anche per centinaia di migliaia di anni.

 12. Perché esistono due tipi di scorie, quelle a bassa e media attività e quelle ad alta attività. Quelle a bassa e media attività sono messe in contenitori appositi e poi in depositi di superficie, che in molti paesi, come la Gran Bretagna, sono già quasi pieni, oppure si cerca di affossarle sottoterra, tipo nelle miniere di sale, come ad Asse, in Germania che stanno cedendo e da un momento all’altro crollare, così stanno cercando di ritirare fuori tutti i bidoni. Solo che alcuni sono rotti…
Quelle ad alta radioattività quelle ad alta attività restano radioattive anche 200.000 anni, e nessuno al mondo sa dove metterle al sicuro. E sono in giro per il mondo: in Francia hanno seppellito scorie radioattive sotto un parcheggio, in Italia navi con veleni sono state affondate.

 13. Perché il problema delle scorie, enorme problema anche economico, lo erediteranno le generazioni future. E fra 50 anni nessuno si ricorderà più di dove sono state messe e nessuno già oggi può dare garanzie sulla resistenza dei depositi agli eventi naturali del pianeta.

 14. Perché la radiottività persiste per migliaia, milioni, miliardi di anni: il plutonio 241000 anni, l’uranio 238 4,5 miliardi di anni, l’uranio 235 710 milioni di anni, l’uranio 234 245000 anni.

 15. Perché l’Italia installerà i reattori EPR, che nessuno al mondo ha ancora installato. Nelle centrali in costruzione in Finlandia e in Francia stanno causando tantissimi problemi. Infatti l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare finlandese ha fatto sospendere i lavori perché ha trovato ben 2.100 non conformità nel cantiere e ha scoperto che le saldature del circuito di raffreddamento della centrale, che sono una struttura importantissima per la sicurezza, non sono a norma!

 16. Perché i famosi reattori di IV generazione non saranno pronti prima del 2030-2040 e a tutt’oggi si fanno promesse sulle caratteristiche di una tecnologia che esiste solo nelle ipotesi di studio, sottraendo intanto fondi agli studi, sulle rinnovabili, ad esempio…

 Fonte: Ecco perchè dico NO al Nucleare, votando SI al referendum…

 

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Il nuovo brevetto di Chicco Testa – Lo spot atomico finto-neutrale

Posted by darmel su 6 gennaio 2011

Campagna da 6 milioni di euro pagata dalla lobby delle centrali. Il forum per l’informazione obiettiva sul nucleare, guidato da uomini di Enel e Edf.

Gli antinuclearisti hanno reagito rabbiosamente. Altro che spot neutrale, protestano. Chicco Testa, presidente del Forum nucleare italiano, ironizza sulle critiche attirate dalla massiccia campagna pubblicitaria per una discussione senza pregiudizi sull’energia atomica: “Qualcuno sostiene che aver dato gli scacchi bianchi al filonucleare comunica in modo subliminale che quella è la parte migliore”. Testa ha ragione. E’ inutile analizzare i contenuti visivi e testuali di uno spot televisivo per capire da che parte tira. Si fa molto prima a guardare chi lo paga. E così si scopre che, in un Paese dove l’opposizione è accusata di ostacolare la regolare attività di governo, qualcuno considera normale che la lobby nucleare si tassi per affidare a se stessa l’informazione equilibrata da dare al popolo.

Testa conosce l’argomento. L’E-nel l’ha scelto per sanare i danni gravissimi da lui stesso prodotti alla cultura nucleare nazionale negli anni ‘80, quando guidava le manifestazioni per fermare le centrali. E’ lui che il 9 novembre 1987, deputato comunista, così commentava l’esito del referendum nucleare: “Il risultato è di grandissimo interesse politico. La battaglia è stata dura per i grossi interessi in campo”. Adesso evidentemente non ci sono più interessi in campo. Forse i 6 milioni stanziati per la campagna pubblicitaria sono disinteressati. E così, con la mente libera di spaziare senza pregiudizi nelle ampie praterie della conoscenza, l’ex leader antinucleare inonda tv e giornali con lo spot che invita a informarsi in modo serio, senza stare a sentire le assurdità propalate dai suoi successori di Legambiente e simili.

Lo spot
Creato dalla Saatchi & Saatchi così velocemente da andare in onda prima che il Forum nominasse il comitato scientifico che doveva approvarlo, rappresenta una partita a scacchi tra un favorevole e un contrario al nucleare, che sono poi la stessa persona, a rappresentare il dubbio che è in noi. Il dubbioso ha il nero, però muove per primo: “Sono contrario all’energia nucleare perché mi preoccupo per i miei figli”. Apertura generica. Il bianco replica mostrando conoscenze specifiche: “Sono favorevole perché tra cinquant’anni non potranno contare solo sui combustibili fossili”. E con i combustibili fossili, che tutti i telespettatori hanno imparato a enumerare fin dalle elementari, i figli sono sistemati.

Lo spaesato ci riprova: “Ci sono dei dubbi sulle centrali”. E’ ancora generico e disinformato, e il granitico lo infilza di nuovo: “Ma non ce ne sono sulla sicurezza”. E passa la paura. Terzo tentativo: “Il nucleare è una mossa azzardata per il Paese”, ci riprova l’ignorante. “O forse è una grande mossa”, insinua l’ottimista con il tono di chi sa a chi chiedere le dritte per vincere in Borsa. La voce neutrale dell’arbitro chiude lo spot: “E tu sei a favore o contro l’energia nucleare? O non hai ancora una posizione?”. Inutile qui ricordare i commenti diffusi nella Rete sui gradi angolari della posizione che lo spot suggerisce (subliminalmente) al cittadino.

Il caso
Lo spot finto neutrale solleva un problema più generale. L’informazione equilibrata e obiettiva sul nucleare, gestita dal Forum di Chicco Testa, è finanziata (fino a oggi per 7 milioni, mentre il budget 2011 è ancora in fase di definizione) dalle seguenti aziende, in ordine alfabetico: Alstom, Ansaldo Nucleare, Areva, Confindustria, Eon, Edf, Edison, Enel, Federprogetti, Gdf Suez, Sogin, Stratinvest Ru, Techint, Technip, Tecnimont, Terna, Westinghouse. Tra i soci del Forum ci sono anche Cisl e Uil di categoria, più alcune Università italiane.

I dirigenti del Forum sono, oltre a Chicco Testa, Bruno D’Onghia (capo in Italia dell’Edf, gigante elettrico nucleare francese), Karen Daifuku (nota lobbista internazionale del settore), e tre dirigenti Enel: Giancarlo Aquilanti, Paolo Iammatteo e Federico Colosi. L’associazione è fondata sul “supportoorganizzativoestrategico” della Hill & Knowlton, multinazionale della comunicazione. Testa, che non disdegna mai la polemica, replica alle critiche degli antinuclearisti con una provocazione: “Mi diano sui loro siti lo stesso spazio che noi diamo a loro sul nostro Forum”.


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Beppe Grillo e il suo movimento MoVimento 5 Stelle

Posted by darmel su 26 marzo 2010

Qualche riflessione sul movimento politico di Beppe Grillo (MoVimento 5 stelle) e delle sue iniziative in vista delle prossime elezioni di marzo. Il movimento propone una politica che parte dal basso e attenta ai temi dell’ambiente, dell’energia, dei rifiuti, della mobilità, delle privatizzazioni e di tanto altro.

Come probabilmente molti cittadini, anche io sono spesso nauseato dalla politica che conosciamo attraverso TV e giornali e spesso e volentieri me ne disinteresso. Proprio per questo evito di inserire post politicizzanti in questo blog.

Ma qualche giorno fa mi è successo qualcosa di nuovo: sono letteralmente inciampato in un comizio di Beppe Grillo (per il quale ammetto ho avuto sempre una simpatia per il personaggio comico e qualche dubbio per il politico nascente), in vista delle elezioni regionali di marzo. Sono rimasto ad ascoltare una mezz’oretta perchè ho pensato che se riesco a guardare la TV idiota di prima serata perchè non dovrei ascoltare un comizio di Beppe Grillo: in piazza c’era una bellissima atmosfera partecipativa e seria ma allo stesso tempo leggera. Il movimento mi è piaciuto perchè fatto dal basso, dai cittadini, e pieno di iniziative concrete e vicine al mio senso civico.

Fino ad ora non sapevo veramente su quale partito indirizzare il mio voto per le prossime elezioni regionali. Tutti i manifesti mi sembravano uguali e non dicevano quello che volevo sentire: attenzione al territorio, gestione sensata delle risorse e progetti nuovi, attenzione alle energie alternative e un NO secco alla follia del nucleare.

Possiamo criticare quanto vogliamo Beppe Grillo, ma è un fatto che sta riscuotendo l’interesse o perlomeno la curiosità di tantissimi italiani, compreso il mio.

Qui di seguito è possibile trovare una sintesi del movimento, estratto dal sito di Beppe Grillo beppegrillo.it

Il MoVimento 5 stelle raccoglie le esperienze di cittadinanza attiva svolta, in questi anni, da decine di Gruppi di attivisti.
Siamo una rete di cittadini auto organizzati che ha accolto la sfida lanciata da Beppe Grillo il 4 ottobre 2009 di mobilitarsi contro la corruzione della politica, siamo fortemente motivati a reagire attivamente alla profonda crisi del sistema economico e democratico nazionale.

Siamo una rete di cittadini auto organizzati, composta da centinaia di persone che stanno lavorando liberamente e gratuitamente a questo progetto politico nato grazie anche ad Internet. Dallo scambio continuo di esperienze, idee e professionalità, è stato costruito il programma politico, discusso e sviluppato dalla Rete.

Il movimento 5 stelle ha deciso di mobilitarsi e di presentarsi come Vera alternativa per le Elezioni Regionali del 28 e 29 marzo 2010 in Lombardia, Campania, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. Si presenta alle elezioni indipendente da ogni partito, una scelta decisa per garantire al meglio l’interesse pubblico.

Il Movimento 5 Stelle presenta un nutrito programma d’intenti, esemplificato nelle cinque stelle (acqua pubblica, tutela dell’ambiente, sviluppo sostenibile, mobilità sostenibile, connettività libera e gratuita), e propone di fare proprie e replicare le tante “buone pratiche” che già esistono, nel nostro paese e nel mondo.

Il tentativo è inoltre quello di proporre non un nuovo partito, ma una rete di cittadini; di riportare l’impegno politico ad essere un “servizio” invece che un “potere”.

Primo obiettivo: permettere ad almeno un candidato di entrare in consiglio, per essere gli occhi e la voce di una partecipazione democratica diretta, tramite appunto una rete, dove ognuno conti uno; ogni persona potrà proporre, discutere e votare le scelte portate avanti nel tempo.

Beppe Grillo non è né candidato né candidabile nel Movimento di cui è il principale promotore, per via delle regole che la lista si è data. Solo persone incensurate; già questa è, nel quadro politico nostrano, una bella novità. Tramite assemblee e votazioni aperte a tutti, si è definita una lista di cittadini dell’età media di 35 anni, non politici di carriera e che, se eletti, non potranno superare i due mandati.

Il nostro obbiettivo è di rendere effettiva la Democrazia:

  • informando costantemente su quello che succede nei luoghi del potere politico;
  • rendendo pubbliche le proposte di legge prima che vengano votate;
  • incentivando la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica;
  • controllando e opponendosi ad ogni forma di malaffare;
  • dando spazio alle “buone pratiche” per l’amministrazione pubblica e alle politiche ecologiste e virtuose.

Il nostro obbiettivo è di rendere effettiva la Democrazia:

  • informando costantemente su quello che succede nei luoghi del potere politico;
  • rendendo pubbliche le proposte di legge prima che vengano votate;
  • incentivando la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica;
  • controllando e opponendosi ad ogni forma di malaffare;
  • dando spazio alle “buone pratiche” per l’amministrazione pubblica e alle politiche ecologiste e virtuose.

I nostro valori fondanti:

  • Il cittadino al centro della vita politica e delle decisioni pubbliche.
  • La salute e la tutela dell ambiente intesi come bene comune irrinunciabile.
  • La trasparenza nella gestione della cosa pubblica e nei rapporti con i cittadini.
  • La democrazia diretta per coinvolgere i cittadini nelle decisioni e come antidoto ad ogni forma di emarginazione e di violenza: uno vale (davvero) uno.
  • La rivalutazione delle competenze e dei meriti al posto del clientelismo.
  • La centralità dei valori quali il rispetto, il confronto e l’onestà.
  • La creazione delle opportunità perchè tutti possano vivere nella legalità.
  • La corretta informazione come fondamento della libertà di decidere.
  • Il rifiuto in modo assoluto di ogni forma di violenza.

Alcune delle nostre proposte per una Lombardia a 5 stelle:

ACQUA PUBBLICA: contro la legge per la privatizzazione voluta da tutti i partiti.

LAVORO: favorire la trasformazione del Sistema Produttivo in chiave ecologica e sostenibile, favorire l’Agricoltura locale, la Filiera corta e i prodotti a “KM zero”, Vera tutela del lavoro e del consumatore.

ENERGIA: riduzione drastica degli sprechi energetici, edilizia a basso consumo, Si alle fonti di energia rinnovabile e No al nucleare.

AMBIENTE: Stop alla cementificazione selvaggia e al consumo di territorio, Vera difesa delle aree verdi.

RIFIUTI: Si alla raccolta differenziata fonte di materie prime, No agli inceneritori fonti di inquinamento.

MOBILITÀ: indirizzare la maggior parte degli investimenti sul trasporto pubblico.

ETICA: Controllo sull’attività amministrativa e legislativa, eliminazione dei privilegi della casta partitica.

Sostegno prioritario alla SCUOLA PUBBLICA e alla SANITÀ PUBBLICA contro le privatizzazioni selvagge dei servizi più importanti.

INTERNET bene universale gratuito e accessibile a tutti, fonte di informazione libera e strumento di democrazia per il futuro.

Tutte le informazioni sul MoVimento 5 stelle potete trovarle su: beppegrillo.it

Un estratto del discorso di Beppe Grillo a Milano il 24 marzo 2010

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Dall’Italia il 20% dell’energia elettrica proviene da fonti rinnovabili

Posted by darmel su 14 marzo 2010

Ringrazio Marco Pagani del sito Eco Alfabeta per il suo post sulla produzione di elettricità da fonti di energia rinnovabile.

Questa è stata la produzione di elettricità da fonti rinnovabili nel 2009:

  • idroelettrico: 47 TWh
  • eolico: 6,7 TWh
  • fotovoltaico: 1 TWh
  • biomasse: 6,5 TWh

Complessivamente si tratta di 61 TWh, pari a circa il 20% dei consumi (circa 320 TWh).

Il ministro Scajola ha affermato che il prossimo obiettivo è produrre il 25% dell’energia elettrica da fonti rinnovbili, ma si è curiosamente dimenticato di ricordare che l’Italia nel 2009 ha già raggiunto l’obiettivo dell’Unione Europea del 20% da rinnovabili.

Ancora più curiosamente, il ministro, parlando del futuro energetico dell’Italia, non ha fatto alcun cenno al nucleare. Probabilmente sa che, cementificazioni e tubistica a parte, non se ne farà mai veramente nulla. Certo è che in periodo di elezioni è meglio evitare di parlare di questi temi caldi, così non si perdono potenziali voti di preziosi elettori.

La cosa mi lascia stranito è che leggendo tra le notizie degli ultimi giorni (vedi blogeko.it) si dice che l’Italia non riuscirà a rispettare i patti europei sulla produzione di energia così detta “verde” nel 2020: almeno è quanto emerso in Commissione europea a Bruxelles dove sono state esaminate le previsioni riguardanti 27 governi impegnati in questo progetto. Ma come le abbiamo fatte queste previsioni?

L’obiettivo prefissato dall’UE consiste nell’aumentare del 20% entro il 2020 la produzione di energia alternativa. Un progetto molto importante che mira alla maggiore consapevolezza che la strada unica e necessaria da intraprendere è quella dell’energia ecologica.

E l’Italia? Da noi sarà tutto diverso, si pensa di arrivare ai limiti imposti dall’Ue importando dall’estero l’energia verde. Una decisione che è frutto esclusivamente di una volontà politica: quella di non produrre sul nostro territorio energia rinnovabile.

Insieme a noi solo altri quattro Paesi seguono questa linea e sono Belgio, Danimarca, Lussemburgo e Malta. La situazione negli altri paesi europei è decisamente diversa, infatti 12 dei 27 Paesi pensano di poter produrre in casa propria l’energia senza ricorrere ad altri Stati, come la Francia e la Gran Bretagana.

Si decide di comprare all’estero l’energia, però si fissano grandi incentivi per un progetto che non si intende attuare. In tutto, il Governo italiano prevede di acquistare 4Mtep (miliardi di tonnelate equivalente in petrolio) all’anno, prendendo probabilmente queste fonti rinnovabili da Albania, Croazia, Montenegro, Svizzera e Tunisia.

Fonte:
ecoalfabeta.blogosfere.it
blogeko.it

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Grandi Opere, Le infrastrutture dell’Assurdo

Posted by darmel su 1 settembre 2009

Marco Cedolin, lo scorso anno hai pubblicato un libro intitolato Grandi Opere, Le infrastrutture dell’Assurdo. Un titolo che non lascia molti dubbi sull’approccio all’argomento. Da cosa nasce? Come mai definisci le “grandi opere” in questo modo?

Grandi Opere nasce dalla volontà di fare una riflessione a 360 gradi sul mondo delle grandi infrastrutture. Una riflessione volta a mettere in luce la loro reale natura, i loro costi, l’effettiva utilità e gli impatti ambientali e sociali determinati dalla loro costruzione. Tentando di approfondire le eventuali alternative alla realizzazione delle grandi opere ed individuare quali sono i soggetti costretti a pagarne il conto e quali i soggetti che attraverso la loro costruzione accumulano profitti miliardari.

Ho definito le grandi opere “infrastrutture dell’assurdo” poiché molto spesso la loro costruzione non è motivata da necessità oggettive, ma semplicemente dalla volontà di costruire “profitto facile” attraverso la cementificazione del territorio.

Perché qualcuno dovrebbe comprarlo?

La lettura di Grandi Opere è utile per comprendere nel finanziamento di quali progetti viene speso il denaro del contribuente. Inoltre permette al lettore di maturare una visione a tutto tondo di un tema come quello delle grandi infrastrutture, riguardo al quale giornali, TV, politica e mondo sindacale offrono una visione parcellare, il più delle volte condizionata dagli interessi economici delle lobby che li sostengono.

È passato poco più di un anno dall’uscita del libro. Quale argomento tra quelli trattati resta per te più drammaticamente attuale e quale non avevi trattato, ma adesso aggiungeresti?

In linea di massima nell’anno trascorso tutti gli argomenti trattati nel libro sono rimasti drammaticamente attuali. La guerra fra Georgia ed Ossezia ha dimostrato ancora una volta quanto sia a rischio un’infrastruttura fragile come l’oleodotto BTC. In Italia è continuata la costruzione dei megainceneritori, ultimo in ordine di tempo quello di Acerra. Il processo di Firenze contro il consorzio CAVET ha messo in luce parte della profonda devastazione del territorio del Mugello determinata dalla costruzione delle gallerie del TAV Bologna – Firenze. Il governo italiano ha finanziato con 16 miliardi di euro la costruzione di nuove grandi opere, fra le quali alcune nuove tratte ferroviarie ad alta velocità ed il Ponte sullo stretto di Messina. Si ventila il ritorno in Italia delle centrali nucleari, nonostante come ampiamente documentato nel libro, sia nel nostro paese che nel resto del mondo nessuno abbia ancora individuato un qualche sistema efficace attraverso il quale stoccare in sicurezza le scorie radioattive.

Se a distanza di un anno dovessi aggiungere qualcosa, approfondirei sicuramente l’argomento centrali nucleari e parlerei del Ponte sullo Stretto di Messina. Inserirei anche il tema delle centrali a carbone “pulito” che in Italia stanno prolificando, nonostante quello del carbone “pulito” sia un ossimoro che non esiste e farei un’analisi dei progetti che riguardano i nuovi rigassificatori.

Berlusconi e il suo governo ancora una volta tentano di rilanciare le grandi opere. TAV, ponte sullo stretto, nucleare, rigassificatori, inceneritori. Siamo davvero destinati a vedere realizzate queste opere? E c’è qualche grande opera che tu ritieni necessaria?

In realtà il governo Berlusconi non sta facendo nulla di differente da quello che hanno fatto i governi precedenti (se si eccettua il tema del nucleare riguardo al quale il centrosinistra era più scettico) in tema di grandi opere. L’imperativo di costruire e cementificare accomuna tutte le forze politiche in maniera assolutamente trasversale ed è stato finora portato avanti senza esitazione a prescindere dal colore della maggioranza al governo. Alcune opere hanno maggiori possibilità di venire portate a termine, altre meno, tutto dipenderà probabilmente dalle disponibilità di denaro e dalla forza di pressione determinata dai singoli gruppi d’interesse. Sicuramente è più facile scommettere sulla costruzione di decine di nuovi forni inceneritori che non sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Ci sono molte grandi opere (pur non nel senso canonico del termine) di cui l’Italia avrebbe estremo bisogno. Penso alla ristrutturazione del patrimonio edilizio pubblico e privato, finalizzata a diminuire il consumo energetico degli edifici. Penso alla ristrutturazione di migliaia di edifici scolastici che contengono amianto o i cui soffitti rischiano di cadere sulla testa degli studenti. Penso ad un progetto che riorganizzi il sistema di distribuzione dell’energia, in funzione del contenimento delle perdite e della valorizzazione dell’autoproduzione energetica individuale. Penso ad una grande opera di bonifica delle zone inquinate e di riqualificazione dei territori, che ogni qualvolta arriva una perturbazione sono soggetti a movimenti franosi e fenomeni alluvionali devastanti. Purtroppo si tratta di grandi opere che pur alimentando l’occupazione non farebbero salire a sufficienza il PIL e distribuirebbero il profitto su un vasto numero di piccole imprese, anziché indirizzarlo nelle mani dei “soliti noti” e forse proprio per questo non vengono prese in considerazione.

In genere chi si oppone alle grandi infrastrutture è accusato di portare avanti una sterile politica del no o di sindrome di nimby. Tu nel tuo libro, però, in ogni capitolo proponi soluzioni alternative alle opere “denunciate”. Sono alternative concrete? Credi che verranno realizzate?

Il ritornello della sindrome nimby (non nel mio cortile) è stato usato a lungo per screditare chiunque si opponesse alle grandi opere, anche se in realtà la maggior parte di coloro che contestano infrastrutture e nocività sono persone in possesso di conoscenze e consapevolezze estremamente elevate che li portano a spaziare ben oltre il proprio orticello.

Effettivamente molte volte nel libro ho proposto soluzioni alternative alle opere progettate o realizzate. Soluzioni che sarebbero più efficaci ed estremamente meno costose. Le alternative sono concrete ma non penso verranno mai realizzate, proprio perché il loro minore costo le rende scarsamente appetibili per i gruppi di potere che attraverso le grandi opere costruiscono i propri immensi profitti. Altre volte non mi è stato possibile suggerire delle alternative, poiché il problema che la grande opera presa in considerazione si proponeva di risolvere in realtà non esisteva. Non si può proporre un’alternativa al TAV Torino – Lione che i promotori dell’opera sponsorizzano come un’infrastruttura finalizzata a facilitare lo spostamento di viaggiatori e merci che nella realtà non esistono, oltretutto su una direttrice all’interno della quale il già scarso traffico merci e passeggeri esistente sta continuando a calare da oltre 8 anni. Così come non si può proporre un’alternativa che non sia la ristrutturazione del sistema di distribuzione dell’energia, ad una diga come quella di Sardar Savor, in India, che produce una quantità di energia annua inferiore di tre volte a quella che annualmente viene persa in fughe di distribuzione e trasmissione all’interno della regione.

Le grandi opere, quindi, non sembrano essere solo una caratteristica italiana. Ci vuoi fare qualche altro esempio straniero?

Gli investimenti di cifre colossali nelle grandi opere non sono affatto elusivo appannaggio dell’Italia. Nel libro ho preso in considerazione molte infrastrutture ciclopiche realizzate o progettate in svariati paesi del mondo. Dall’Eurotunnel che corre sotto la Manica alle dighe che devasteranno l’Islanda, dalle grandi dighe cinesi a quelle costruite in Guatemala, in Argentina, in Turchia, in Africa e in India. Ho dedicato grande attenzione al deposito per scorie nucleari di Yucca Mountain nel Nevada, all’oleodotto BTC, alla Stazione Spaziale Internazionale e alle grandi infrastrutture di Dubai.

Verso la fine troviamo un capitolo intitolato “psicologia delle grandi opere”. Che significa?

E’ un capitolo molto interessante, perché al suo interno ci si domanda come sia possibile che i cittadini continuino a finanziare gioiosamente le grandi opere, pur ricevendo dalla loro costruzione unicamente conseguenze negative, sotto il profilo economico, ambientale e sociale. In realtà si tratta di un vero e proprio fenomeno di plagio, messo in atto dall’informazione e dalle classi politiche, che induce la pubblica opinione ad accettare l’assioma in virtù del quale le grandi opere producono progresso e ricchezza. Un assioma mai dimostrato, sostenuto attraverso slogan e frasi fatte contro l’evidenza determinata da migliaia di studi economici e scientifici, ma preso per buono dalla maggior parte della popolazione abituata ad informarsi solamente attraverso la TV ed i quotidiani.

Fonte: terranauta.it

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