Feel and Trust

Ecologia, Salute ed Economia

Archive for the ‘società’ Category

Ecco perchè dico NO al Nucleare, votando SI al referendum…

Posted by darmel su 12 giugno 2011

Oggi è un giorno storico per l’Italia e che verrà ricordato negli anni a venire. Finalmente è arrivato il momento per gli italiani di fare qualcosa per il proprio Paese, per fare qualcosa per la loro (nostra!) Italia.

Andate a votare e scegliete il futuro che desiderate per voi e i vostri figli!

Qui vi cito alcuni motivi per dire NO al Nucleare, votando SI al referendum, dello scrittore Carlo Dorofatti

1. Perché l’’Italia non ha alcuna necessità di comprare energia elettrica. Infatti secondo i dati TERNA pubblicati nel 2009, quando ancora il ricorso alle fonti rinnovabili non era al massimo, la potenza installata in Italia al 31/12/2008 era di 98.625 MW e la potenza massima richiesta in Italia nel 2008 era di 55.292 MW.
Abbiamo quindi un’eccedenza di energia superiore a quasi tutti i paesi europei!!!

 2. L’energia elettrica ci avanza, ma la compriamo. Perché? Perché l’ENEL è privata e deve fare profitto e preferisce tenere i suoi impianti spenti o farli funzionare solo saltuariamente per poi comprare l’energia elettrica a prezzi stracciati da Paesi che la svendono perché ne producono troppa, come la Francia.

 3. Perché quando le miniere facili di Uranio saranno esaurite, ci vorrà più energia per estrarlo e arricchirlo di quanta ce ne fornirà. 
In natura non esiste comunque l’Uranio da solo: si estrae un minerale, che va macinato, lavorato, arricchito e trasformato nel combustibile per le centrali, trasportato fino alla centrale… ed è molto radioattivo.

 4. Perché dovremo importare Uranio da altri paesi, esattamente come il petrolio, Il suo prezzo aumenterà sempre di più perché sarà necessario estrarlo da miniere che ne conterranno sempre meno. 

5. Perché in tutto il mondo solo sette società controllano l’85% dei giacimenti di Uranio e soltanto quattro fanno ben il 95% dell’arricchimento del combustibile.

 6. Perché nella migliore delle ipotesi, non avremo centrali nucleari funzionanti prima di 15 anni. Completamente fuori tempo massimo per il clima!!!

 7. Perché da una centrale nucleare escono gas, liquidi e solidi tutti fortemente radioattivi. I gas radioattivi non vengono intrappolati, e si liberano interamente, come gli Xe 133, Kr 85, H 3, il Trizio. Ci sono studi serissimi,come lo studio tedesco, KIKK Studium, e uno americano che dimostrano che c’è un forte aumento di leucemie nei bambini e di tumori degli embrioni tra la gente che vive vicino alle centrali nucleari.

 8. Perché non spenderemo meno in bolletta. Infatti bisogna tener conto non solo della spesa per le centrali ma dell’intero ciclo, specie dei costi successivi dovuti al deposito delle scorie e allo smantellamento delle centrali, ovvero i “costi differiti” di cui nessuno parla mai. 

9.Perché il nucleare ci costa ancora in bolletta (voce A2) per le vecchie centrali fuori uso 1 miliardo di euro all’anno, senza produrre più UN SOLO kWh da 23 anni.

 10. Perché in un anno una sola centrale da 1000 MW produce scorie che contengono la stessa radioattività prodotta da 1000 bombe come quella di Hiroshima.

 11. Perché nessuno al mondo è ancora riuscito a trovare una soluzione definitiva al problema delle scorie che sono radioattive per lungo tempo; le scorie ad alta attività lo sono anche per centinaia di migliaia di anni.

 12. Perché esistono due tipi di scorie, quelle a bassa e media attività e quelle ad alta attività. Quelle a bassa e media attività sono messe in contenitori appositi e poi in depositi di superficie, che in molti paesi, come la Gran Bretagna, sono già quasi pieni, oppure si cerca di affossarle sottoterra, tipo nelle miniere di sale, come ad Asse, in Germania che stanno cedendo e da un momento all’altro crollare, così stanno cercando di ritirare fuori tutti i bidoni. Solo che alcuni sono rotti…
Quelle ad alta radioattività quelle ad alta attività restano radioattive anche 200.000 anni, e nessuno al mondo sa dove metterle al sicuro. E sono in giro per il mondo: in Francia hanno seppellito scorie radioattive sotto un parcheggio, in Italia navi con veleni sono state affondate.

 13. Perché il problema delle scorie, enorme problema anche economico, lo erediteranno le generazioni future. E fra 50 anni nessuno si ricorderà più di dove sono state messe e nessuno già oggi può dare garanzie sulla resistenza dei depositi agli eventi naturali del pianeta.

 14. Perché la radiottività persiste per migliaia, milioni, miliardi di anni: il plutonio 241000 anni, l’uranio 238 4,5 miliardi di anni, l’uranio 235 710 milioni di anni, l’uranio 234 245000 anni.

 15. Perché l’Italia installerà i reattori EPR, che nessuno al mondo ha ancora installato. Nelle centrali in costruzione in Finlandia e in Francia stanno causando tantissimi problemi. Infatti l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare finlandese ha fatto sospendere i lavori perché ha trovato ben 2.100 non conformità nel cantiere e ha scoperto che le saldature del circuito di raffreddamento della centrale, che sono una struttura importantissima per la sicurezza, non sono a norma!

 16. Perché i famosi reattori di IV generazione non saranno pronti prima del 2030-2040 e a tutt’oggi si fanno promesse sulle caratteristiche di una tecnologia che esiste solo nelle ipotesi di studio, sottraendo intanto fondi agli studi, sulle rinnovabili, ad esempio…

 Fonte: Ecco perchè dico NO al Nucleare, votando SI al referendum…

 

Posted in energia, energia nucleare, politica, salute, società | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

La Grande Fame

Posted by darmel su 10 gennaio 2011

Grano_import_export_2010.jpg

Principali Paesi esportatori (verdi) e importatori (rossi) di cereali per milioni di tonnellate 2009/2010

Cos’hanno in comune la rivolta in corso in Algeria, gli incendi estivi in Russia e le inondazioni in Australia? La risposta è l’aumento del prezzo dei cereali che ha raggiunto il suo picco all’inizio del 2011. Il prezzo è aumentato del 32% da giugno a dicembre 2010 e continua a salire. Le ultime rivolte per il cibo, i vecchi “assalti ai forni“, avvennero nel 2008 in molti Paesi, tra cui l’Egitto, la Somalia e il Cameroun in occasione del precedente picco. Rispetto ad allora la situazione è cambiata in peggio. Alcuni tra i principali produttori di cereali sono stati colpiti da siccità come l’Argentina e gli Stati Uniti, da inondazioni come l’Australia o da un caldo infernale, mai registrato nell’ultimo secolo, come la Russia. I Paesi importatori devono pagare di più, ma spesso non è sufficiente per ottenere la quantità di cibo necessaria.

La Russia, finora la terza esportatrice di frumento, dovrà importare 5 milioni di tonnellate di cereali e insieme all’Ucraina ha posto restrizioni all’esportazione. La Cina, da nazione esportatrice, è diventata importatrice, in prevalenza da Argentina e Stati Uniti, a causa dell’urbanizzazione e della crescente scarsità d’acqua. Nei primi sette mesi del 2010 la Cina ha importato circa 38 milioni di tonnellate di cereali, con un aumento del 20% anno su anno. La sola quantità di grano importata nel 2010 è stata 56 volte quella del 2009. Nel mondo le prime nazioni importatrici sono nelle aree del Nord Africa e nel Medio Oriente. Non sorprende che la prima reazione sia avvenuta in Algeria ed è probabile che si possa estendere a macchia d’olio. Secondo la FAO un miliardo di persone nel mondo soffre la fame. Il peggioramento del clima e la diminuzione dei raccolti, un andamento che non sembra reversibile nei prossimi anni, non potrà che aumentare il numero degli affamati e delle nazioni che terranno per sé i loro raccolti. Primum vivere.

La Comunità Europea nel suo complesso per ora esporta cereali, ma tra tutti i suoi membri la prima importatrice di cereali dall’esterno della UE è l’Italia. Non sembra vero, ma riusciamo a eccellere nel peggio con una tenacia formidabile. Nel periodo gennaio/luglio 2010 abbiamo importato ben 6,7 milioni di tonnellate di cereali. L’autosufficienza alimentare è la prima assicurazione per il nostro futuro. E’ necessario il rilancio dell’agricoltura. Meno cemento e più campi di grano.

Fonte: beppegrillo.it


Posted in ambiente, società, sostenibilità | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il nuovo brevetto di Chicco Testa – Lo spot atomico finto-neutrale

Posted by darmel su 6 gennaio 2011

Campagna da 6 milioni di euro pagata dalla lobby delle centrali. Il forum per l’informazione obiettiva sul nucleare, guidato da uomini di Enel e Edf.

Gli antinuclearisti hanno reagito rabbiosamente. Altro che spot neutrale, protestano. Chicco Testa, presidente del Forum nucleare italiano, ironizza sulle critiche attirate dalla massiccia campagna pubblicitaria per una discussione senza pregiudizi sull’energia atomica: “Qualcuno sostiene che aver dato gli scacchi bianchi al filonucleare comunica in modo subliminale che quella è la parte migliore”. Testa ha ragione. E’ inutile analizzare i contenuti visivi e testuali di uno spot televisivo per capire da che parte tira. Si fa molto prima a guardare chi lo paga. E così si scopre che, in un Paese dove l’opposizione è accusata di ostacolare la regolare attività di governo, qualcuno considera normale che la lobby nucleare si tassi per affidare a se stessa l’informazione equilibrata da dare al popolo.

Testa conosce l’argomento. L’E-nel l’ha scelto per sanare i danni gravissimi da lui stesso prodotti alla cultura nucleare nazionale negli anni ‘80, quando guidava le manifestazioni per fermare le centrali. E’ lui che il 9 novembre 1987, deputato comunista, così commentava l’esito del referendum nucleare: “Il risultato è di grandissimo interesse politico. La battaglia è stata dura per i grossi interessi in campo”. Adesso evidentemente non ci sono più interessi in campo. Forse i 6 milioni stanziati per la campagna pubblicitaria sono disinteressati. E così, con la mente libera di spaziare senza pregiudizi nelle ampie praterie della conoscenza, l’ex leader antinucleare inonda tv e giornali con lo spot che invita a informarsi in modo serio, senza stare a sentire le assurdità propalate dai suoi successori di Legambiente e simili.

Lo spot
Creato dalla Saatchi & Saatchi così velocemente da andare in onda prima che il Forum nominasse il comitato scientifico che doveva approvarlo, rappresenta una partita a scacchi tra un favorevole e un contrario al nucleare, che sono poi la stessa persona, a rappresentare il dubbio che è in noi. Il dubbioso ha il nero, però muove per primo: “Sono contrario all’energia nucleare perché mi preoccupo per i miei figli”. Apertura generica. Il bianco replica mostrando conoscenze specifiche: “Sono favorevole perché tra cinquant’anni non potranno contare solo sui combustibili fossili”. E con i combustibili fossili, che tutti i telespettatori hanno imparato a enumerare fin dalle elementari, i figli sono sistemati.

Lo spaesato ci riprova: “Ci sono dei dubbi sulle centrali”. E’ ancora generico e disinformato, e il granitico lo infilza di nuovo: “Ma non ce ne sono sulla sicurezza”. E passa la paura. Terzo tentativo: “Il nucleare è una mossa azzardata per il Paese”, ci riprova l’ignorante. “O forse è una grande mossa”, insinua l’ottimista con il tono di chi sa a chi chiedere le dritte per vincere in Borsa. La voce neutrale dell’arbitro chiude lo spot: “E tu sei a favore o contro l’energia nucleare? O non hai ancora una posizione?”. Inutile qui ricordare i commenti diffusi nella Rete sui gradi angolari della posizione che lo spot suggerisce (subliminalmente) al cittadino.

Il caso
Lo spot finto neutrale solleva un problema più generale. L’informazione equilibrata e obiettiva sul nucleare, gestita dal Forum di Chicco Testa, è finanziata (fino a oggi per 7 milioni, mentre il budget 2011 è ancora in fase di definizione) dalle seguenti aziende, in ordine alfabetico: Alstom, Ansaldo Nucleare, Areva, Confindustria, Eon, Edf, Edison, Enel, Federprogetti, Gdf Suez, Sogin, Stratinvest Ru, Techint, Technip, Tecnimont, Terna, Westinghouse. Tra i soci del Forum ci sono anche Cisl e Uil di categoria, più alcune Università italiane.

I dirigenti del Forum sono, oltre a Chicco Testa, Bruno D’Onghia (capo in Italia dell’Edf, gigante elettrico nucleare francese), Karen Daifuku (nota lobbista internazionale del settore), e tre dirigenti Enel: Giancarlo Aquilanti, Paolo Iammatteo e Federico Colosi. L’associazione è fondata sul “supportoorganizzativoestrategico” della Hill & Knowlton, multinazionale della comunicazione. Testa, che non disdegna mai la polemica, replica alle critiche degli antinuclearisti con una provocazione: “Mi diano sui loro siti lo stesso spazio che noi diamo a loro sul nostro Forum”.


Posted in energia nucleare, politica, società | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Beppe Grillo e il suo movimento MoVimento 5 Stelle

Posted by darmel su 26 marzo 2010

Qualche riflessione sul movimento politico di Beppe Grillo (MoVimento 5 stelle) e delle sue iniziative in vista delle prossime elezioni di marzo. Il movimento propone una politica che parte dal basso e attenta ai temi dell’ambiente, dell’energia, dei rifiuti, della mobilità, delle privatizzazioni e di tanto altro.

Come probabilmente molti cittadini, anche io sono spesso nauseato dalla politica che conosciamo attraverso TV e giornali e spesso e volentieri me ne disinteresso. Proprio per questo evito di inserire post politicizzanti in questo blog.

Ma qualche giorno fa mi è successo qualcosa di nuovo: sono letteralmente inciampato in un comizio di Beppe Grillo (per il quale ammetto ho avuto sempre una simpatia per il personaggio comico e qualche dubbio per il politico nascente), in vista delle elezioni regionali di marzo. Sono rimasto ad ascoltare una mezz’oretta perchè ho pensato che se riesco a guardare la TV idiota di prima serata perchè non dovrei ascoltare un comizio di Beppe Grillo: in piazza c’era una bellissima atmosfera partecipativa e seria ma allo stesso tempo leggera. Il movimento mi è piaciuto perchè fatto dal basso, dai cittadini, e pieno di iniziative concrete e vicine al mio senso civico.

Fino ad ora non sapevo veramente su quale partito indirizzare il mio voto per le prossime elezioni regionali. Tutti i manifesti mi sembravano uguali e non dicevano quello che volevo sentire: attenzione al territorio, gestione sensata delle risorse e progetti nuovi, attenzione alle energie alternative e un NO secco alla follia del nucleare.

Possiamo criticare quanto vogliamo Beppe Grillo, ma è un fatto che sta riscuotendo l’interesse o perlomeno la curiosità di tantissimi italiani, compreso il mio.

Qui di seguito è possibile trovare una sintesi del movimento, estratto dal sito di Beppe Grillo beppegrillo.it

Il MoVimento 5 stelle raccoglie le esperienze di cittadinanza attiva svolta, in questi anni, da decine di Gruppi di attivisti.
Siamo una rete di cittadini auto organizzati che ha accolto la sfida lanciata da Beppe Grillo il 4 ottobre 2009 di mobilitarsi contro la corruzione della politica, siamo fortemente motivati a reagire attivamente alla profonda crisi del sistema economico e democratico nazionale.

Siamo una rete di cittadini auto organizzati, composta da centinaia di persone che stanno lavorando liberamente e gratuitamente a questo progetto politico nato grazie anche ad Internet. Dallo scambio continuo di esperienze, idee e professionalità, è stato costruito il programma politico, discusso e sviluppato dalla Rete.

Il movimento 5 stelle ha deciso di mobilitarsi e di presentarsi come Vera alternativa per le Elezioni Regionali del 28 e 29 marzo 2010 in Lombardia, Campania, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. Si presenta alle elezioni indipendente da ogni partito, una scelta decisa per garantire al meglio l’interesse pubblico.

Il Movimento 5 Stelle presenta un nutrito programma d’intenti, esemplificato nelle cinque stelle (acqua pubblica, tutela dell’ambiente, sviluppo sostenibile, mobilità sostenibile, connettività libera e gratuita), e propone di fare proprie e replicare le tante “buone pratiche” che già esistono, nel nostro paese e nel mondo.

Il tentativo è inoltre quello di proporre non un nuovo partito, ma una rete di cittadini; di riportare l’impegno politico ad essere un “servizio” invece che un “potere”.

Primo obiettivo: permettere ad almeno un candidato di entrare in consiglio, per essere gli occhi e la voce di una partecipazione democratica diretta, tramite appunto una rete, dove ognuno conti uno; ogni persona potrà proporre, discutere e votare le scelte portate avanti nel tempo.

Beppe Grillo non è né candidato né candidabile nel Movimento di cui è il principale promotore, per via delle regole che la lista si è data. Solo persone incensurate; già questa è, nel quadro politico nostrano, una bella novità. Tramite assemblee e votazioni aperte a tutti, si è definita una lista di cittadini dell’età media di 35 anni, non politici di carriera e che, se eletti, non potranno superare i due mandati.

Il nostro obbiettivo è di rendere effettiva la Democrazia:

  • informando costantemente su quello che succede nei luoghi del potere politico;
  • rendendo pubbliche le proposte di legge prima che vengano votate;
  • incentivando la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica;
  • controllando e opponendosi ad ogni forma di malaffare;
  • dando spazio alle “buone pratiche” per l’amministrazione pubblica e alle politiche ecologiste e virtuose.

Il nostro obbiettivo è di rendere effettiva la Democrazia:

  • informando costantemente su quello che succede nei luoghi del potere politico;
  • rendendo pubbliche le proposte di legge prima che vengano votate;
  • incentivando la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica;
  • controllando e opponendosi ad ogni forma di malaffare;
  • dando spazio alle “buone pratiche” per l’amministrazione pubblica e alle politiche ecologiste e virtuose.

I nostro valori fondanti:

  • Il cittadino al centro della vita politica e delle decisioni pubbliche.
  • La salute e la tutela dell ambiente intesi come bene comune irrinunciabile.
  • La trasparenza nella gestione della cosa pubblica e nei rapporti con i cittadini.
  • La democrazia diretta per coinvolgere i cittadini nelle decisioni e come antidoto ad ogni forma di emarginazione e di violenza: uno vale (davvero) uno.
  • La rivalutazione delle competenze e dei meriti al posto del clientelismo.
  • La centralità dei valori quali il rispetto, il confronto e l’onestà.
  • La creazione delle opportunità perchè tutti possano vivere nella legalità.
  • La corretta informazione come fondamento della libertà di decidere.
  • Il rifiuto in modo assoluto di ogni forma di violenza.

Alcune delle nostre proposte per una Lombardia a 5 stelle:

ACQUA PUBBLICA: contro la legge per la privatizzazione voluta da tutti i partiti.

LAVORO: favorire la trasformazione del Sistema Produttivo in chiave ecologica e sostenibile, favorire l’Agricoltura locale, la Filiera corta e i prodotti a “KM zero”, Vera tutela del lavoro e del consumatore.

ENERGIA: riduzione drastica degli sprechi energetici, edilizia a basso consumo, Si alle fonti di energia rinnovabile e No al nucleare.

AMBIENTE: Stop alla cementificazione selvaggia e al consumo di territorio, Vera difesa delle aree verdi.

RIFIUTI: Si alla raccolta differenziata fonte di materie prime, No agli inceneritori fonti di inquinamento.

MOBILITÀ: indirizzare la maggior parte degli investimenti sul trasporto pubblico.

ETICA: Controllo sull’attività amministrativa e legislativa, eliminazione dei privilegi della casta partitica.

Sostegno prioritario alla SCUOLA PUBBLICA e alla SANITÀ PUBBLICA contro le privatizzazioni selvagge dei servizi più importanti.

INTERNET bene universale gratuito e accessibile a tutti, fonte di informazione libera e strumento di democrazia per il futuro.

Tutte le informazioni sul MoVimento 5 stelle potete trovarle su: beppegrillo.it

Un estratto del discorso di Beppe Grillo a Milano il 24 marzo 2010

Posted in iniziative, politica, società | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Crisi economica: il consumatore spende meglio ed è attento all’ambiente

Posted by darmel su 16 marzo 2010

Milano, 16 mar. – (Adnkronos/Labitalia) – La crescita economica non si è soltanto interrotta per via della crisi, ma ha anche smesso di essere vissuta come valore assoluto. Nella società italiana, e non più solo in nicchie ristrette, si fa strada la convinzione che siano possibili e apprezzabili stili di vita contraddistinti dalla “condanna dello spreco, l’attenzione alla sostenibilità ambientale, il disagio per le forti sperequazioni sociali, una maggiore oculatezza nello spendere, la presa di distanza da processi di accumulazione di beni e servizi scissi da una loro effettiva fruizione, uno shift di attenzione dai beni identitari a quelli relazionali, un diffuso goodwill verso le marche che si caratterizzano per una maggiore attenzione alla dimensione etica”. Lo sottolinea Giampaolo Fabris, docente di sociologia dei consumi all’Università Iulm, nel libro “La società post-crescita. Consumi e stili di vita” (Egea, 2010, 430 pagine, 26,50 euro).

Costretto a spendere meno, il consumatore si è accorto che può spendere meglio, rispettando gli altri e l’ambiente senza rinunciare alla qualita’, rivela Giampaolo Fabris. Per il sociologo, i più recenti sviluppi dei consumi, in un trend complessivamente negativo a causa della crisi, vedono andare controcorrente comparti come l’alimentazione biologica o il benessere, mentre sembra definitivamente superata la fase di bulimia dei consumi che aveva contraddistinto gli ultimi anni. I tempi di sostituzione di automobili ed elettrodomestici si allungano in assenza un’usura effettiva, i guardaroba si restringono, in tavola arriva meno quantità, ma più qualità e al possesso si comincia a preferire l’accesso.

Il cittadino, in quanto a disponibilità a sobbarcarsi gli impegni della raccolta differenziata dei rifiuti, ha abbondantemente scavalcato le capacità organizzative delle amministrazioni locali. Anche in economia, viene messa in discussione la tirannia del Pil come unico indicatore di sviluppo. A dare conto con maggiore trasparenza di questo mutamento è il settore alimentare.

“Gli italiani che dichiarano di consumare regolarmente cibi biologici -dice Fabris nel libro- passano dal 22% del 2008 al 26% del 2009 (circa il 3% della spesa alimentare complessiva delle famiglie italiane). Nielsen segnala che, nella prima metà del 2009, si è registrato nella Gdo un aumento del biologico dell’8,5%. L’Italia, con circa 50.000 produttori che adottano tecniche di coltivazione rispettose dell’ambiente alimentando un mercato di circa 3 miliardi di euro e oltre un milione di ettari dedicati, è il primo produttore al mondo nell’agroalimentare biologico”, mentre si diffondono forme alternative di distribuzione come i farmer market e l’agriturismo, attente al valore dei prodotti del territorio.

Il consumatore, costretto dalla crisi a spendere meno, ha scoperto che può spendere meglio, affrancandosi in parte dai miti delle marche: i monogami, che nel 1995 erano il 47,9% della popolazione, oggi sono solo il 39% e i livelli di soddisfazione sono crollati.

Fabris interpreta il cambiamento come la rivincita di uno stile di vita mediterraneo contrapposto a quello anglosassone e ne vede la tangibile conferma nel salvataggio di Chrysler da parte di Fiat, nel nome dello sviluppo di auto più economiche e rispettose dell’ambiente, nonchè nella diffusione di nuove abitudini alimentari anche negli Stati Uniti.

Il sociologo ammette di individuare una tendenza ancora nella sua fase iniziale. “Il più forte ostacolo alla sua diffusione -scrive- è la mancanza di una elaborazione collettiva, di paradigmi a cui fare riferimento, l’assenza di modelli proposti dai media”. I consumatori, però, si stanno attrezzando anche per questo: il web si sta rivelando decisivo nel superamento della passività, dovuta a una forte asimmetria informativa, che ha caratterizzato in passato il loro rapporto con i produttori e il libro di Fabris potrebbe rappresentare un importante nucleo di elaborazione teorica per il movimento emergente.

Fonte: adnkronos.com

Posted in economia, salute, società | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Riciclare i tappi di sughero per sostenere la bioedilizia e la creazione di un parco pubblico

Posted by darmel su 14 marzo 2010

tappi di sughero

A Milano e dintorni, l’associazione di volontariato “A braccia aperte” ha istituito una cinquantina di punti di raccolta.

I tappi salvati dalla discarica trovano un nuovo impiego nel campo della bioedilizia. E col ricavato viene realizzato un parco pubblico alla periferia Sud della città.

Il progetto di “A braccia aperte” si intitola “Qui si ricicla il sughero – Dai una mano al futuro”. I tappi vengono raccolti in contenitori situati presso supermercati, scuole, bar, ristoranti, botteghe del commercio equo e solidale.

Poi prendono la strada della cooperativa sociale “Arti e mestieri” di Boves, in provincia di Cuneo. Vengono macinati e trasformati in un granulato da impiegare nella bioedilizia come isolante termico e acustico.

Il ricavato dell’operazione è destinato all’allestimento del Parco della Vita a Cesano Boascone, un’area di 280.000 metri quadrati situata nel Parco Agricolo Sud Milano che appartiene al Pio Istituto di Maternità e ad alcuni privati. Sarà aperto a tutti ed attrezzato per le famiglie.

I volontari già si occupano della messa a dimora degli alberi e svolgono opere di manutenzione. Prevista un’area edificata destinata a progetti socio assistenziali, dove i volontari di “A braccia aperte” opereranno per la prevenzione dell’esclusione sociale e a favore dei minori in difficoltà.

“Qui si ricicla il sughero” dell’associazione “A braccia aperte”, con l’elenco dei punti di raccolta.

La raccolta dei tappi di sughero su Facebook

Fonte:
Il Parco della Vita
Blogeko.it

Posted in iniziative, riciclo, società | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La città di Detroit si vuole trasformare in una campagna

Posted by darmel su 13 marzo 2010

Può darsi che la crisi economica aiuti a realizzare un sogno. Smontare pezzo per pezzo le città invivibili e strapiene per trasformarle in qualcosa di completamente diverso: orti e animali da cortile, aria buona e alberi da frutto.

Ci sta provando Detroit, ex città industriale ormai ridotta al fantasma di se stessa. Il sindaco vuole demolirne gran parte, e trasformarla in campagna.

Gli abitanti di Detroit si sono dimezzati rispetto ai due milioni degli Anni 50, quando la città era la capitale americana dell’auto. Interi quartieri residenziali ora sono completamente abbandonati, con le case che cadono letteralmente a pezzi.

Guardate il presente di Detroit nel filmato. E poi vi racconto del piano del sindaco Dave Bing per il futuro. Nessuno aveva mai osato tanto.

La Detroit del presente, dicevo, è una città in decomposizione, piegata dalla crisi dell’auto e dalla crisi dei mutui: 33.500 edifici abbandonati e 91.000 lotti residenziali vuoti. In alcuni quartieri è rimasta ad abitare una sola persona.

Complessivamente, 65 chilometri quadrati di proprietà inutilizzate. Tutta roba che fu edificata dell’età dell’oro, quando sembrava che l’industria dovesse espandersi all’infinito.

Il piano del sindaco va ben oltre gli orti urbani di Città del Messico o di San Francisco. Un piano che fa impallidire Michelle Obama e il suo orto alla Casa Bianca. Vuole radere al suolo interi quartieri, e trasformarli in terreno agricolo.

Se le intenzioni si concretizzeranno, circa un quarto della città diventerà territorio semi rurale, e non più urbano. Al posto delle case ci saranno orti e frutteti.

Ricordate il ragazzo della via Gluck? Là dove c’era l’erba ora c’è una città. Ora Detroit ripercorre il cammino all’indietro. Ed è curioso che la rivincita del verde si consumi in quella che era la capitale americana dell’auto.

Su Associated Press il piano di Detroit per salvarsi diventando campagna

Fonte: blogeko.it

Posted in ambiente, economia, iniziative, società | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Fa’ la cosa giusta! Milano 2010 – Fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili

Posted by darmel su 13 marzo 2010

In questi anni è andato crescendo l’interesse per il mondo che si riconosce nella definizione di “Economia Solidale”: un sistema di relazioni economiche e sociali che pone l’uomo e l’ambiente al centro, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà e risparmio con qualità. Sempre più realtà produttive, infatti, intraprendono un percorso di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale e, al contempo, cresce il numero di cittadini consapevoli dell’importanza e della forza che risiede nella loro capacità di partecipazione diretta e nelle loro scelte di acquisto.

Per questi motivi, Terre di Mezzo ha dato vita al “Fa’ la cosa giusta!”, un evento che si propone di diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di consumo e produzione, dando vita a eventi in grado di comunicare i valori di riferimento dell’Economia Solidale e valorizzare le specificità e eccellenze del territorio, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.
Nata nel 2004 a
Milano, Fa’ la cosa giusta! è giunta alla sua 7° edizione nazionale presso i 22.000mq dei padiglioni 1 e 2 di fieramilanocity e ha visto la presenza di 50.000 persone(+25%), 5000 studenti e 640 giornalisti accreditati, che hanno visitato gli oltre 500 stand presenti (+20%).

La sezione speciale si chiama Critical Fashion, un vero e proprio “salone nel salone” dedicato alla ‘moda critica’, bella e giusta. Saranno presentati progetti e prodotti mirati a valorizzare l’estetica, lo stile e le tendenze insieme alle loro qualità etiche. Dall’abbigliamento alle scarpe, dai gioielli al tessile casa. Saranno 14 le sezioni tematiche di Fa’ la cosa giusta! 2010: dall’editoria indipendente all’economia carceraria, dalla casa sostenibile al turismo solidale e poi ancora energie rinnovabili, ecoprodotti, progetti di educazione alimentare, finanza etica, commercio equo e solidale e molto altro.

Tra le novità dell’anno uno spazio per il diritto al cibo, una piazza, dedicata alla sovranità alimentare, chiamata Kuminda, che in una lingua della antille significa ‘cibo’. Il progetto ”Verde di Tutti” punta invece a dare nuove idee e buone pratiche per rendere più verde le nostre case e città, favorendo l’incontro con gruppi e associazioni che lavorano per riconquistare gli spazi pubblici e abbandonati della città. Infine l’ultima novità sarà la Scuola di AltRa amministrazione, in cui verranno presentate le migliori iniziative sperimentate dalle amministrazioni comunali nel corso degli ultimi anni. Ci sarà anche un intenso programma culturale che attraverso incontri, workshop, laboratori e lectio magistralis darà la possibilità di conoscere da vicino temi e protagonisti dell’economia solidale.

Fa’ la cosa giusta! si terrà a fieramilanocity, viale Scarampo 14, Milano.
MM1 Amendola Fiera o Lotto. Padiglioni 1 e 2, ingresso da P.ta Scarampo

Giorni e orari di apertura:
Venerdì 12 marzo: 9-21
Sabato 13 marzo: 9–23
Domenica 14 marzo: 10–19

Per ulteriori informazioni: www.falacosagiusta.org

Posted in iniziative, società, sostenibilità | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il Parlamento discute la privatizzazione dell’acqua. Regioni e Comuni si ribellano

Posted by darmel su 9 novembre 2009

Forse forse per la privatizzazione dell’acqua si sta ripetendo quel che è capitato per il nucleare: Comuni e Regioni, a cominciare dalla Puglia, puntano i piedi e si ribellano alle decisioni del Governo.

In questi giorni il Senato discute la conversione in legge del decreto che assegna a privati i “servizi locali di rilevanza economica”: gas, spazzatura, acqua eccetera, finora gestiti da società per azioni a maggioranza di capitale pubblico. Prevede inoltre che le gestioni pubbliche debbano cessare entro il 2011.

Spesso privatizzazione significa aumento dei prezzi. Nel caso dell’acqua, significa anche perdere il controllo pubblico su un bene assolutamente fondamentale.

Il Governo dice che la privatizzazione dell’acqua è un adeguamento alla disciplina comunitaria. Ma due risoluzioni del Parlamento europeo affermano che l’acqua è un bene comune dell’umanità, e gli organismi dell’Unione Europea hanno ripetutamente evidenziato che alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza.

Comunque, ed è questa la novità, gli enti locali si ribellano. Per trovare le notizie bisogna razzolare a lungo fra siti web e news l’elenco non può che essere incompleto.

La Puglia ha stabilito che l’acqua non ha rilevanza economica. Ha inoltre deciso di impugnare di fronte alla Corte Costituzionale la privatizzazione decisa dal Governo, in quanto sarebbe lesiva delle prerogative degli enti locali.

In Calabria è iniziata la campagna per inserire negli Statuti comunali il riconoscimento che l’acqua è “un bene comune e un diritto umano universale” e che il servizio idrico è privo di rilevanza economica e da gestire in forma pubblica.

Una dozzina di Comuni sparsi lungo l’italico stivale, peraltro, hanno già inserito nei loro Statuti questi principi, mentre una bozza di legge regionale per la gestione pubblica dell’acqua è stata messa a punto in Sicilia.

Il Forum italiano dei movimenti per l’acqua ha messo on line una petizione e invita a spedire mail ai parlamentari perchè non approvino la privatizzazione. C’è ancora qualche giorno di tempo: la conversione in legge è all’ordine del giorno della Camera a partire dal 16 novembre; il voto è previsto entro il 26.

Dal sito del Senato la conversione in legge del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135 che contiene la privatizzazione dell’acqua

Su La Stampa Regioni e Comuni si ribellano alla privatizzazione dell’acqua

La legge della Regione Puglia sull’acqua

La bozza della legge regionale siciliana sull’acqua

La campagna in Calabria per l’acqua pubblica

La petizione contro la privatizzazione dell’acqua

Fonte: blogeko.libero.it

Posted in acqua, società | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Turismo sostenibile: vacanze gratis facendo volontariato

Posted by darmel su 2 novembre 2009

Vi presentiamo il mondo delle vacanze gratis: vacanze da volontari, che permettono di arricchire se stessi ma anche il territorio, senza intaccare il portafoglio. Una forma di turismo sostenibile, per l’ambiente e per le nostre economie!

Nel mondo sono diverse le associazioni che si occupano di volunteer holidays (vacanze da volontario) e ci permettono di trascorrere delle vacanze interessanti completamente gratis. Spesso infatti coniugano il volontariato in viaggio con attività culturali, studio delle lingue e progetti di scambio culturale, proponendo pacchetti di vario impegno e durata. Si tratta nella maggior parte dei casi di associazioni non a scopo di lucro, che reinvestono sul territorio gli eventuali proventi della loro attività.
Alcune si occupano di temi specifici, come
Blue Ventures, una no profit specializzata nella conservazione dell’ambiente marino e nello sviluppo sostenibile delle comunità costiere dei tropici.
Altre, più genericamente, promuovono l’interculturalità e la fratellanza globale attraverso campi di volontariato in molti paesi. È il caso per esempio di
United Planet, altra organizzazione no profit che propone progetti di volontariato in più di 50 paesi del mondo di durata variabile da una settimana a un anno.
Anche in questo settore Internet si rivela una risorsa preziosa: portali specializzati, come
responsibletravel.com si occupano di raccogliere tutte le offerte disponibili nel mondo e di trovare quella più adatta con ricerche su misura. Si può scegliere il periodo, la durata, il paese di destinazione e il tipo di attività volontaria che si intende fare. La ricerca metterà a disposizione tutti i viaggi offerti dai tour operator nel database con le caratteristiche richieste.

Se siete alla ricerca di una vacanza che vi arricchisca spiritualmente e che non vi prosciughi il portafoglio, avete a disposizione molte opportunità anche in Italia. Nel nostro Bel Paese esistono infatti diverse organizzazioni, cooperative, Onlus che offrono pacchetti di vacanze gratis come volontari.
Ecco alcuni esempi:
la Comunità Impegno Servizio Volontario (CISV) organizza insieme all’agenzia di turismo responsabile CTA campi di lavoro in America Latina; oppure la cooperativa Viaggi Solidali, con sede a Torino, propone “campi di conoscenza”, soggiorni stanziali in cui è previsto un aiuto diretto e volontario da parte del viaggiatore a popolazioni in condizioni di disagio sociale, in cui le escursioni turistiche sono limitate in genere al fine settimana.

Tra le associazioni italiane più attive sul fronte delle vacanze volontariato c’è sicuramente Legambiente: scopo dei campi lavoro-vacanza gratis è sostenere le piccole economie locali e gli antichi saperi che rischiano di scomparire, praticare stili di vita più sostenibili per l’uomo e per l’ambiente, conoscere culture diverse per riconoscersi nell’altro, valorizzando le differenze; riscoprire e far amare alle comunità i tantissimi tesori nascosti negli angoli più impensabili del nostro fantastico territorio. Nei campi volontariato di Legambiente si cerca di agire all’interno di contesti critici: si recuperano e valorizzano territori, ambienti, monumenti e antichi saperi che sono minacciati dall’abbandono, anche culturale.
Il
centro C.R.U.M.A. (Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici) di Livorno organizza campi estivi dal 14 Giugno al 13 Settembre. Aspetto fondamentale dei campi del C.R.U.M.A. è la tutela della biodiversità, con l’occasione per gli amanti della natura di rendersi utili per lo svezzamento dei piccoli caduti dal nido. Ogni anno il Centro libera più di 500 pulli caduti dal nido. Nel periodo estivo infatti il 95-98 % delle cause di ricovero sono proprio piccoli caduti dal nido.
Siete appassionati di archeologia? I
Gruppi Archeologici d’Italia, un’associazione di volontariato che si occupa di tutela, valorizzazione e salvaguardia del patrimonio storico, archeologico e più in generale culturale del nostro Paese, organizza campi in Italia durante tutto l’anno: i prossimi in partenza sono a Tolfa, Falerii, Farnese e Ischia di Castro. I partecipanti ai campi archeologici potranno riscoprire la memoria storica della nostra civiltà, vivere in prima persona la realizzazione di un scavo archeologico, la documentazione ed il restauro dei reperti e delle evidenze monumentali, l’indagine topografica di un territorio, la progettazione e l’allestimento museografico di un’area monumentale.
Have a good volunteer holidays, everyone!

Alessandro Ingegno

Fonte: yeslife.it

Posted in risparmio, società, sostenibilità | Contrassegnato da tag: , , | 2 Comments »