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In Norvegia gli autobus vanno con le acque reflue

Posted by darmel su 17 agosto 2009

In Norvegia, precisamente a Oslo, hanno deciso di impegnarsi molto seriamente non solo per abbattere le emissioni di C02, per migliorare i trasporti pubblici e per sganciarsi dalla dipendenza del petrolio, ma anche per assicurare uno sviluppo sostenibile in armonia con l’ambiente.

Insomma, la soluzione è stata trovata nelle acque reflue della città che andranno ad alimentare gli autobus cittadini, 350 per l’esattezza, che dalla fine del 2010 useranno biometano ricavato da due impianti per il trattamento delle acque nere. Il metano sarà prodotto dal prossimo settembre.

Le acque nere possono bastare

L’obiettivo è di far circolare nella capitale norvegese entro la fine del 2010 circa 350 bus cittadini grazie al biometano prodotto dagli impianti per il trattamento di rifiuti urbani. Un modo certamente nuovo per ridurre l’inquinamento da CO2 e realizzare l’ambizioso piano norvegese di tagliare il traguardo delle emissioni zero entro il 2050.

Da settembre, perciò i due impianti di trattamento delle acque nere di Oslo inizieranno a produrre metano. “Oslo mira ad essere una delle capitali più sostenibili al mondo sul piano ambientale – spiega il manager del progetto, Ole Jakob Johansen -. Usare biometano ha senso. Non soltanto infatti quello prodotto dalla rete fognaria andrebbe perso, ma la riduzione di emissioni calcolata per ogni bus sarà un passo nella lunga strada per le emissioni zero”.

Lavorare i microrganismi

La maggior parte del metano che fuoriusciva dagli impianti per trattare i rifiuti urbani della città finora veniva semplicemente bruciato nell’atmosfera, rilasciando circa 17mila tonnellate di CO2. Il processo che porta alla produzione del metano biologico è in quattro fasi ed è conosciuto come digestione anaerobica. In sostanza, utilizza microrganismi per metabolizzare diverse sostanze, dai rifiuti umani agli avanzi di cibo. Oslo ha adottato da tempo una strategia per lo Sviluppo sostenibile e per la riduzione dell’effetto serra e delle emissioni inquinanti. Il documento più recente stilato dalle autorità della capitale norvegese estende la pianificazione per la salvaguardia dell’ambiente e della qualità dell’aria fino al 2014. “Oslo dovrà assumere un ruolo centrale tra le capitali del mondo per lo sviluppo sostenibile. Lo sviluppo economico, sociale e culturale deve essere adattato alla capacità dell’ambiente naturale di sostenerlo. Dovremo consegnare la città alle generazioni future in condizioni ambientali migliori di quelle che abbiamo ereditato”, si legge nel documento.

Linee pubbliche ecologiche

Le linee guida per la tutela dell’ambiente urbano integrano diversi aspetti della vita cittadina, a cominciare dal sistema di trasporto pubblico, ben sviluppato se paragonato ad altre città della stessa dimensione. Il traffico è la causa principale delle emissioni inquinanti a Oslo e il governo municipale è da tempo impegnato per incrementare il trasporto pubblico e ridurre il numero di automobili sulle strade della città. Tra le misure messe in campo, ci sono ad esempio i pedaggi stradali per l’ingresso nell’area urbana e la pulizia delle strade e delle autostrade nella regione di Oslo con il cloruro di magnesio, che riduce l’impatto dell’inquinamento. Grazie ad accordi con la vicina città di Akershus, Oslo ha creato un sistema per il pagamento di pedaggi per chi circola sulla rete stradale attorno alla città. Le risorse ricavate finanziano in parte i progetti per un disegno del traffico urbano che rispetti l’ambiente.

Il Piano della mobilità

Il Piano della mobilità punta inoltre su mezzi di trasporto “amici” dell’ambiente. La municipalità incoraggia l’uso di automobili a emissioni basse o zero e di bio carburanti estratti dall’olio vegetale o di pesce. Il Governo norvegese ha addirittura introdotto vantaggi fiscali a favore di chi utilizza carburanti biologici e si rifornisce in distributori appositi. A Oslo si investe anche sulle tecnologie per l’alimentazione di macchine a idrogeno e sono nati addirittura corsi per una guida ecologica, ovvero per insegnare a guidare in modo da minimizzare lo spreco di energia e le emissioni nocive. La capitale norvegese ama molto le due ruote. Le piste ciclabili hanno ormai raggiunto la lunghezza di 95 chilometri e si lavora continuamente per estenderle.

La Carta della Terra

Oslo ha siglato l’Earth Charter contenente “Valori e principi per un futuro sostenibile”. “Stiamo vivendo un momento critico per la Terra, un periodo in cui l’umanità deve fare i conti con il suo futuro – si legge nel documento -. Nell’era della globalizzazione, il futuro prospetta contemporaneamente grandi rischi e grandi promesse. Dobbiamo prendere coscienza che, sebbene viviamo immersi in culture diverse, siamo comunque un’unica famiglia con un destino comune”. “Dobbiamo perciò restare uniti e lavorare assieme per approdare ad una società sostenibile – prosegue la Carta – fondata sul rispetto per la natura, i diritti umani universali, la giustizia economica e la cultura della pace. Per raggiungere questo obiettivo, è indispensabile che gli uomini si comportino in modo responsabile. La Terra è la nostra casa e il bene dell’umanità dipende dalla nostra capacità di tutelare la biosfera e l’ecosistema”.

Paola Gregorio

Fonte: giornaledibrescia.it

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Nanotubi in titanio per convertire Co2 in metano e idrocarburi

Posted by darmel su 11 marzo 2009

Roma (Apcom-Nuova Energia) – I catalizzatori duali potrebbero rappresentare la nuova frontiera per convertire in modo efficiente il biossido di carbonio e l’acqua in metano e altri idrocarburi, utilizzando nanotubi in titanio ed energia solare. Questo l’esito della ricerca dei ricercatori della Penn State University che utilizzando luce solare ambiente, hanno ottenuto una resa di metano 20 volte superiore a quella normalmente riscontrata in laboratorio.

Il cuore della ricerca sta nel tentativo di riciclare il biossido di carbonio emesso nell’atmosfera dalla combustione di carbone in molecole di idrocarburi, utilizzando una forma di energia pulita come il solare e limitando così il riscaldamento globale.

Il direttore della ricerca, Craig A. Grimes, che insieme ai colleghi ha firmato un articolo di resoconto sulla rivista ‘Nano Letters’, ha spiegato di aver utilizzato nanotubi in biossido di titanio ‘dopati’ con azoto e rivestiti con un sottile strato di rame e di platino per convertire una miscela di biossido di carbonio e vapore acqueo in metano.

Utilizzando poi luce solare ambiente, i ricercatori hanno ottenuto una resa di metano 20 volte superiore a quella riscontrata in laboratorio utilizzando intense esposizioni ultraviolette.

“Convertire il biossido di carbonio e acqua in metano sfruttando la fotocatalisi è un’idea affascinante, ma storicamente i tentativi hanno ottenuto un’efficienza di conversione molto bassa”, ha spiegato Grimes. “Per ricavare una resa significativa della reazione, occorre un catalizzatore efficiente che utilizzi il massimo dell’energia disponibile nella radiazione solare”, ha aggiunto.

Fonte: notizie.virgilio.it

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