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Ecologia, Salute ed Economia

Posts Tagged ‘energia solare’

SAEM di Altamura: vivendo il boom del solare

Posted by darmel su 19 settembre 2009

Avete un terreno da almeno 3,5 ettari in Puglia o il tetto di un opificio di almeno 3 mila metri quadrati da dare in affitto? Ad Altamura, provincia di Bari, Francesco Maggi è la persona che fa per voi: è alla ricerca di nuove superfici da «coltivare» a fotovoltaico. Ma l’amministratore delegato di Saem, società controllata dal gruppo Kerself di Parma, non è l’unico in Puglia a caccia di terreni buoni per impiantare pannelli fotovoltaici, perché da qualche anno il boom delle energie rinnovabili ha aperto un fiorente mercato sottostante: terreni a peso d’oro. «Prima del varo del conto energia i terreni agricoli costavano intorno ai 10-20 mila euro all’ettaro» dice Maggi. «Oggi siamo arrivati a quotazioni che superano i 30-35 mila euro per ettaro».

È l’altra faccia dell’eldorado italiano delle energie rinnovabili. Spiega Maggi: «Qui in Puglia tutti, operatori del settore e intermediari, hanno avviato l’iter autorizzativo. Ma la stragrande maggioranza tende a vendere l’autorizzazione e l’opzione per la connessione alla rete elettrica, cioè a Terna, prima di arrivare alla fase esecutiva del progetto. Detto in una parola: il settore è popolato da figure che non c’entrano niente con il fotovoltaico» E poi, con l’esperienza imprenditoriale acquisita in anni di attività nel settore, aggiunge: «Serve un minimo di regolamentazione per fermare le aziende di carta che danneggiano gli operatori seri e il mercato delle energie rinnovabili».

Impiantisti elettrici giunti alla terza generazione, Francesco Maggi e il fratello Sebastiano hanno cominciato a pensare alle energie alternative già nel 1998, con la costruzione di piccoli impianti fotovoltaici che fornivano energia ai pali dell’illuminazione e ai cartelli stradali. Poi, il mercato è letteralmente esploso. «Nel 2003 fu lanciato il piano dei 10 mila tetti fotovoltaici in tutta Italia» dice Maggi «ma il vero boom è scoppiato soltanto nel 2007 con il nuovo Conto energia». Così la piccola azienda di famiglia ha cominciato a macinare commesse e utili e per seguire più da vicino la crescita tumultuosa del fotovoltaico ha separato le attività legate agli impianti elettrici (con contratti importanti: dal Teatro Petruzzelli di Bari – ancora chiuso per dispute politico-amministrative tra il Comune e il ministro Bondi – al San Carlo di Napoli) da quelle fotovoltaiche.

Nel 2007 l’asset più promettente di Saem è finito nel mirino del gruppo Kerself di Parma, che lo scorso anno ha rilevato il 55% dell’azienda dei Maggi. Il risultato? Nei numeri dell’azienda: 160 dipendenti (erano 30 un anno e mezzo fa) e 20 milioni di fatturato nel 2008 che quest’anno dovrebbe schizzare a 70 milioni, annuncia con comprensibile soddisfazione Maggi.

«Abbiamo diversi parchi fotovoltaici in costruzione» racconta «stiamo realizzando una commessa di 6 megawatt a Gravina in provincia di Bari; stiamo realizzando un impianto da 7 megawatt nel Salento per il nostro gruppo e abbiamo appena siglato una joint venture con Ldk solar, società cinese quotata alla Borsa di New York, per la costruzione di cinque impianti fotovoltaici in Puglia da un megawatt ciascuno». Ma le attività della Saem non si fermano alla Puglia. L’internazionalizzazione e la ricerca (scounting) di nuove opportunità di mercato sono al primo posto nell’agenda imprenditoriale di Maggi. In queste settimane, per dire, l’attenzione è concentrata sulla Bulgaria.

Fonte: blogonomy.it

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Tegole solari: il fotovoltaico c’è ma non si vede

Posted by darmel su 9 settembre 2009

Negli States arriva il primo sistema di produzione di energia solare a uso domestico che si integra nel tetto di casa. È uno speciale rivestimento per le tegole che garantisce un’efficienza superiore ai tradizionali pannelli.

Energia solare per la casa: si risparmia e si inquina zero. L’unico cruccio per chi decide di affidarsi ai raggi del sole per la propria fornitura energetica è che i panelli spesso fanno a pugni con l’estetica della propria abitazione.

La statunitense SRS Energy ha rilasciato un nuovo sistema di copertura che si armonizza con il tetto di casa. Il Solé Power Tile system c’è ma non si vede: è infatti il primo sistema fotovoltaico da tetto integrato nelle tegole di copertura.

Ogni tegola è larga circa un metro e lunga circa 45 centimetri. Dieci metri quadrati di copertura pesano un centinaio di chili e garantiscono 860 kw/h annui, con un’esposizione giornaliera presunta di 5,8 ore (una cifra considerevole se si pensa che il fabbisogno medio di una famiglia di 4 persone è di circa 2500 kilowatt annui). Un risultato ottenuto anche grazie alla particolare pellicola con la quale sono rivestite le tegole (“triple-junction amorphous silicon thin-film“) che secondo il produttore garantisce un accumulo di energia superiore del 20% rispetto ai tradizionali pannelli.
Al momento disponibile nella sola tonalità blu, rimane una soluzione ad appannaggio esclusivo degli utenti statunitensi: la SRS la offre solo come “upgrade” ai propri clienti.

Fonte: fastweb.it

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Progetto “Adotta un Kw”

Posted by darmel su 26 agosto 2009

Retenergie Società Cooperativa nasce il 19 dicembre 2008 per iniziativa di un gruppo di persone impegnate nel campo delle autoproduzioni di energia da fonti rinnovabili.

La missione della cooperativa consiste nel produrre energia rinnovabile da impianti di produzione a basso impatto ambientale attraverso la forma dell’azionariato popolare (come allargamento dell’esperienza “Adotta un kw” promossa da Solare Collettivo). La sfida progettuale è includere gli utilizzatori finali di energia, chiudendo un circolo virtuoso che parte dalla produzione arrivando fino al consumo.

Essa costituisce un’opportunità economica dalla forte connotazione ideale per chi è attento a problemi ambientali e sociali quali inquinamento, limitatezza delle risorse, equità nella loro distribuzione.

La forma scelta è la cooperativa perchè gli obiettivi devono essere coerenti con i mezzi utilizzati per raggiungerli: partecipazione, autogestione, solidarietà. Sono benvenute proposte e critiche, per condividere il cammino: la cooperativa è un’impresa che si costruisce insieme strada facendo.

Durante l’estate Paridao si è informato sul progetto Adotta un kW. Non è più Solare Collettivo che si occupa del progetto che è passato a Retenergie. Vi riporto qui di seguito la presentazione del progetto che Paridao mi ha gentilmente inoltrato.

La nostra storia è cominciata nel 2007 con Solare Collettivo, un’associazione culturale il cui scopo è diffondere tematiche inerenti giustizia sociale e energie rinnovabili; nel corso del 2008 l’associazione ha promosso la realizzazione del progetto Adotta un kw, culminato nella costruzione di un impianto fotovoltaico da 20 kw sul tetto della Coop Proteo di Mondovì, Cuneo. Oltre a ciò sono in corso altri progetti di natura differente – energia/agricoltura biologica, energia/paesi in via di sviluppo – che si possono vedere nel sito www.solarecollettivo.it

Solare Collettivo per il futuro non intende realizzare altri impianti da energie rinnovabili. Per questo scopo a Dicembre 2008 è stata creata Retenergie Società Cooperativa www.retenergie.it

Da quella data in avanti tutti quelli che vogliono partecipare al progetto di costruire collettivamente impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili possono associarsi ad essa.

Inoltre la grande caratteristica di novità della cooperativa risiede nel fatto che un domani, quando gli impianti saranno operativi, i soci potranno utilizzare a casa loro o sul posto di lavoro, l’energia prodotta dalle loro stesse centrali, anche se i luoghi di produzione e consumo sono geograficamente lontani: questo è reso possibile dall’attuale ordinamento del comparto energetico in Italia.

Gli impianti che vogliamo fare sono

  • fotovoltaici in zone vocate con taglie minime di 20 kw su tetti o al limite su terreni fortemente compromessi quali discariche o cave, in ogni caso non su terreni agricoli
  • Idroelettrici di piccola-media taglia su canali artificiali o corsi d’acqua già antropizzati per minimizzare l’impatto ambientale

  • microeolico ( max 1 Mw ).
  • Impianti di cogenerazione con particolare attenzione a filiera corta e utilizzo di biomasse legnose derivanti da pulizie dei boschi evitando l’utilizzo di colture no food e di liquami derivanti da allevamenti zootecnici intensivi.
Per la prima fase di questo grande progetto abbiamo bisogno di allargare la base sociale, in particolare Soci Sovventori che apportino capitale, in modo da ridurre per quanto possibile l’intervento delle banche. In un secondo momento, quando avremo fatto gli impianti, potremo accogliere Soci Cooperatori, quelli cioè che si associano per poter consumare, con vantaggi di varia natura, l’energia prodotta. Soci Sovventori e Cooperatori possono coincidere. 

Chi volesse investire cifre maggiori lo può fare sempre sotto la forma di aumento del capitale o in alternativa con il Prestito Sociale che si è stabilito per l’anno in corso avere un tasso di rivalutazione del 3,5% annuo.

Dato che ci interessa un modello di sviluppo democratico e decentrato cerchiamo il più possibile di coinvolgere gruppi locali che si interessino a individuare i siti e le tipologie per degli impianti nuovi, per questo è importante appoggiarci o favorire il nascere di gruppi di persone organizzati che promuovano la nascita dei singoli progetti.

Queste entità, denominate Nodi Locali, godono della massima autonomia nella proposta dei progetti e delle modalità per realizzarli pur facendo parte a tutti gli effetti della Cooperativa.

La prima realizzazione sarà una Centralina idroelettrica da 60 kw in provincia di Reggio Emilia, nel frattempo stiamo facendo i progetti per altri due impianti idroelettrici, uno da 200 kw in provincia di Cuneo e l’altro da 100 kw in provincia di Treviso. Inoltre stiamo lavorando alla realizzazione di un impianto fotovoltaico in provincia di Torino.

Ecco uno schema molto semplificato del progetto:

  • il socio entra nella cooperativa con 500 euro o più
  • la cooperativa costruisce gli impianti che producono energia
  • tramite lo stesso GSE o un trader ( o grossista accreditato) l’energia viene conferita ai soci della coop mediante un accordo con un Distributore Locale ( anche di notte quando il fotovoltaico non produce o in estate quando l’idroelettrico potrebbe rallentare: è questo il motivo per il quale occorre utilizzare la Rete nazionale come “serbatoio”)
  • con gli utili derivanti dal proprio lavoro la coop rivaluta il capitale sociale o il prestito sociale dei soci ( secondo vantaggio)
  • in sostanza il socio che ha messo 500 euro dopo un anno vede rivalutato il proprio capitale dell’x%, paga l’energia un prezzo trasparente, ne conosce la provenienza ( no carbone, petrolio, gas, nucleare, ecc…) e partecipa consapevolmente a tutto il processo di produzione e consumo dell’energia stessa.
Riteniamo che questo sia un passaggio fondamentale nel cammino verso la realizzazione di un modello di sviluppo sostenibile all’interno di un disegno mirato a dare nuova dignità e consapevolezza all’uomo; dignità che non può realizzarsi se non in equilibrio con la natura attraverso un ideale di giustizia sociale ed economica che deve caratterizzare tutte le nostre scelte.

 

I Soci Sovventori si associano con la quota base di 500 euro che diventa capitale sociale, tutti gli anni l’Assemblea si riunisce per discutere il bilancio e in presenza di utile assegna ad ogni socio la propria quota di rivalutazione, secondo quanto indicato sul Regolamento Soci Sovventori.

Un progetto con una filosofia analoga lo potete trovare al seguente link: People of Energy di Apigor Energia 

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Energia Solare Termica a prezzo competitivo da Stirling Energy Systems

Posted by darmel su 10 agosto 2009

La Stirling Energy Systems (Scottsdale, Arizona) e la Tessera Solar (Houston, Texas) hanno da poco terminato la collaborazione allo sviluppo di un nuovo collettore solare, chiamato SunCatchers. Le società affermano di aver realizzato un nuovo sistema solare termico più semplice rispetto alle altre versioni della stessa tecnologia in grado di produrre energia in modo più efficiente e conveniente.

La Stirling Energy Systems prevede a breve di iniziare la costruzione di grandi impianti per la produzione di energia grazie alla nuova tecnologia rendendoli operativi già entro il prossimo anno: 4 nuovi prototipi saranno pronti per approdare sul mercato non più tardi dell’inizio del 2010, con sistemi aggiornati per fornire maggiore produttività e costi ridotti (modelli da 100 kW a 100 MW).

La Stirling Energy Systems è riuscita a diminuire così la complessità e il costo della tecnologia per la conversione della luce solare in energia termica ed energia elettrica grazie ai motori Stirling, permettendo la produzione di elevati volumi di energia in modo conveniente. Il nuovo sistema è denominato SunCatcher ed è costituito da un grande specchio piatto di 12m di diametro che concentra la luce solare su un motore Stirling. La differenza di temperatura all’interno di una camera del motore tra il caldo e il freddo spinge i pistoni che producono energia elettrica. Ogni unità di SunCatcher con il suo motore Stirling è in grado di produrre 25 kW di energia elettrica e la Stirling Energy Systems ha in progetto l’utilizzo di circa 12.000 unità nel suo primo impianto nel sud della California per una capacità di 300 MW. La Stirling Energy Systems si aspetta che l’energia elettrica prodotta abbia un costo di circa 12 – 15 centesimi di dollaro per kWh, in modo da essere altamente competitiva con i prezzi dell’energia elettrica venduta dalla rete di utilità nelle ore di punta.

La società sta attualmente costruendo un impianto pilota da 1,5 MW, utilizzando 60 unità per un impianto dimostrativo. La nuova tecnologia SunCatcher ha il vantaggio di usare meno acqua degli abituali impianti solari termici che raccolgono il calore su una vasta area guidandolo nelle turbine in un impianto centralizzato. Le turbine attualmente utilizzate fanno spreco di considerevoli quantità d’acqua per il raffreddamento, Il nuovo SunCatcher invece non richiedendo acqua, rende la tecnologia ideale per climi desertici in cui l’energia solare termica è molto adatta ad essere utilizzata.

Un altro vantaggio del SunCatcher riguarda la facilità di aumentare la quantità di energia generata grazie alla sola aggiunta di più unità a terra, invece di dover ridimensionare la torre centrale. L’aspetto negativo della nuova tecnologia Stirling Energy Systems riguarda l’immagazzinamento dell’energia prodotta, così ora il sistema è in grado di produrre energia ed l’elettricità solo durante il giorno a differenza degli altri impianti ad energia solare termica che può continuare a fornire energia durante la notte, grazie magari a sistemi di backup a sali.

Rispetto ai diversi prototipi di specchi solari e motori Stirling che sono stati testati per diversi anni al Sandia National Laboratory, il nuovo design di SunCatcher taglia di circa due tonnellate il peso di ciascun piatto e riduce il numero di specchi da 80 a 40 per la stessa quantità di energia prodotta. Addirittura i nuovi specchi e motori Stirling grazie al loro design semplificato possono essere costruiti in grandi quantità utilizzando l’attrezzatura esistente nelle fabbriche di automobili.

Già diverse tecnologie solari termiche sono state sviluppate a partire dal 1970, ma le tecnologie non permettevano di essere competitive con il prezzo dell’energia elettrica prodotta da fonti fossili. I recenti incentivi per le energie rinnovabili hanno così portato nuova spinta alla commercializzare della tecnologia e soprattutto al suo miglioramento. “Solo nel sud degli USA ci sono più di 6 GW di energia solare concentrata prodotta grazie ai motori Stirling”, spiega Tommaso Mancini, program manager del Sandia National Laboratory di Albuquerque. “L’equivalente di circa 6 centrali nucleari”.

Fonte: genitronsviluppo.com

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Lazio, sarà costruita una centrale termodinamica solare a concentrazione da 150 milioni di euro

Posted by darmel su 23 giugno 2009

Ogni tanto anche buone notizie… speriamo si faccia in tempi “rapidi” la verifica della fattibilità dell’opera.

E’ stato firmato ieri il protocollo per la realizzazione in Lazio di una centrale solare per 150milioni di euro e tra i 25 ai 30 MW di potenza. L’impianto sarà termodinamico a concentrazione e sarà dislocato su un area di 100 ettari in provincia di Latina. Questo è il secondo impianto del genere in Italia: il primo si trova a Priolo in provincia di Siracusa.

Si legge sul comunicato della Regione Lazio:

I prossimi tre mesi verranno dedicati allo studio di prefattibilità dell’opera, per la realizzazione e messa in funzione dell’impianto ci vorranno invece almeno due anni. Importante innovazione tecnica legata all’impianto sarà la costruzione di una piscina per il recupero dei cascami termici, che consentirà un’ulteriore razionalizzazione della produzione energetica, e nell’area troverà posto anche un “Museo dell’energia per le fonti rinnovabili”, un’eccellenza a livello mondiale.

Ha detto il Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, che ha firmato il protocollo con il presidente dell’Enea Luigi Paganetto, il presidente di Confindustria Lazio Maurizio Stirpe e l’Assessore all’Ambiente Filiberto Zaratti:

Se andrà a buon fine l’impianto entrerà nella linea politica di green energy che la Regione Lazio sta portando avanti da tempo. L’obiettivo 20-20-20 che la Comunità Europea ci impone ci mette di fronte a certe sfide e il Lazio potrà diventare la Regione delle energie rinnovabili. E questo grazie all’elevato numero di imprenditori che crede nelle rinnovabili e alla forte presenza di centri di eccellenza di rilevanza internazionale. A Montalto di Castro vogliamo creare la più grande centrale fotovoltaica d’Europa: dalla crisi si esce investendo e sfruttando le energie rinnovabili.

Fonte: ecoblog.it

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Cremonesi (Acea): a Roma parco fotovoltaico da 25MW

Posted by darmel su 23 aprile 2009

Un grande parco fotovoltaico nel Comune di Roma: è il progetto che Acea ha annunciato qualche giorno fa, durante la presentazione del concerto per l’Earth Day. Dalle prime stime presentate l’impianto costerà 130 milioni di euro e dovrà essere realizzato entro il 2010.

Cremonesi, presidente di Acea, ha illustrato le varie soluzioni allo studio per la copertura finanziaria dell’opera. L’onere potrebbe essere sostenuto completamente dalla sola Acea, oppure con un investimento pubblico tramite la Cassa Depositi e Prestiti. Anche se il presidente ha tenuto a chiarire come l’Acea abbia risorse e credito necessari al finanziamento dell’intero progetto.

Tra le aree individuate per la localizzazione degli impianti, ci sono una parte dei terreni di Castel di Guido e altre proprietà sia del Comune che della Regione. L’obiettivo ottimale sarebbe però quello di sviluppare gli impianti su un’unica area per realizzare notevoli risparmi.

Fonte: Rinnovabili.it

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Design dell’energia: le tegole fotovoltaiche

Posted by darmel su 10 aprile 2009

Lunghe file di pannelli fotovoltaici a silicio mono e policristallino. Ma tra un padiglione e l’altro, all’EnergyMed, fiera dedicata all’energia pulita che si è appena conclusa a Napoli, si scorgevano alcune tegole diverse da quelle comuni.

«Abbiamo deciso di ribaltare la prospettiva, ovvero sostituire un componente edilizio in modo che possa ospitare il fotovoltaico – spiega Francesco Salomone, amministratore delegato di Elettro Sannio, azienda di Benevento molto attiva nel clean tech – non guardiamo l’edificio per poi pensare come inserire i moduli; al contrario guardiamo a quello che può offrire l’edilizia con dei piccoli interventi».

«Design dell’energia», non si stanca di ripetere Mario Buono, coordinatore del gruppo di ricerca di disegno industriale della Seconda università degli Studi di Napoli, che racconta così la genesi del laterizio. La tegola è fatta in modo che una parte (quella fotovoltaica) non vada mai in ombra, che l’acqua piovana scorra ai suoi lati e che le celle abbiano la massima inclinazione.

Al momento l’azienda ha avviato la produzione, la prima applicazione è prevista sul Municipio di Pompei. Uno spicchio di un settore che in Italia sta registrando una crescita fortissima, merito del Conto Energia, sistema di incentivi che dopo il taglio di Spagna e Germania è diventato il migliore d’Europa. Non solo, l’Italia, grazie a una notevole insolazione al Sud e a un prezzo medio della corrente elettrica maggiore rispetto agli altri Paesi europei potrebbe essere tra i primi in cui il fotovoltaico potrebbe diventare competitivo con le fonti tradizionali.

Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto club, è ottimista:il settore per l’Italia può rivelarsi una vera opportunità industriale, le aziende si stanno muovendo «con un miliardo e mezzo di investimenti programmati, dalla produzione di silicio a quello di celle e moduli. Entro pochi anni diventeremo esportatori ».

da Il Sole 24 Ore

Fonte: efficienzaenergetica2008.com

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Fara San Martino (Chieti) punta sul fotovoltaico

Posted by darmel su 5 aprile 2009

Il Comune di Fara San Martino (Chieti) punta sull’energia da fonti rinnovabili. Si chiama «L’Altra Energia-Fara San Martino 2009» il progetto presentato dal sindaco Antonio Tavani.

Il Comune intende realizzare a proprie spese 20 impianti fotovoltaici da 3 kwp ciascuno, chiedendo al cittadino che partecipa al progetto il diritto di superficie, almeno 25 metri quadrati del proprio tetto, in cambio dell’utilizzo esclusivo dell’energia prodotta dall’impianto stesso. È prevista, inoltre, la possibilità di mettere a disposizione l’energia prodotta in eccesso attraverso la distribuzione con colonnine per ricaricare mezzi elettrici o per la pubblica illuminazione.

Secondo il sindaco la particolarità del progetto consiste nell’unire alla produzione di energia rinnovabile, la diffusione di un migliore stile di vita, più sostenibile dal punto di vista ambientale: lo sviluppo di una mobilità urbana che unisca alle tradizionali forme di spostamento l’utilizzo di mezzi alimentati elettricamente. «Il progetto – dice Tavani – si inserisce nel disegno di tutela e conservazione ambientale che guida da sempre le scelte dell’amministrazione come testimoniato dai numerosi riconoscimenti ottenuti dal Comune a partire dai premi di »Comuni Ricicloni« dal 2004 al 2008 per arrivare al premio come »Miglior Borgo« consegnato lo scorso 7 febbraio da Legambiente».

Fonte: newseconomia.com

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Finanziamenti alle imprese lombarde per realizzare impianti solari termici

Posted by darmel su 25 marzo 2009

Da domani, 26 marzo, fino al 26 maggio sarà possibile per le imprese lombarde presentare domanda di finanziamento per la realizzazione di impianti solari termici per la produzione di acqua e aria calda per uso igienico-sanitario, riscaldamento e impiego nelle attività d’impresa, con una producibilità pari o superiore a 10.000 kWh/anno (gli impianti dovranno essere dotati di contatore di calore).

Le risorse disponibili, 1.236.300 euro, sono per 848.555 euro a carico della Regione Lombardia e 387.745 euro a carico Sistema Camerale Lombardo (CCIAA).
Il contributo sarà pari al 30% dei costi ammissibili di realizzazione dell’impianto con un tetto massimo di 30.000 € per impresa. Ogni impresa può presentare una sola domanda. Il contributo è in regime “de minimis”. Il bando “Efficienza e Innovazione energetica nelle imprese” è stato approvato con il d.d.g. n. 2501 del 16 marzo 2009.

Il criterio per la formulazione della graduatoria, ai fini della concessione del contributo, è quello del rapporto tra l’energia producibile dall’impianto espressa in kWh/anno e il contributo concedibile (a parità di indice di efficienza, verrà data priorità nella graduatoria alla domanda con la quantità di energia producibile più alta). Le imprese beneficiarie per accedere al bando dovranno essere iscritte al Registro delle Imprese e presentare la domanda con procedura telematica.
Il contributo verrà concesso se l’impianto verrà realizzato entro 240 giorni dalla data di pubblicazione sul BURL della graduatoria. L’erogazione del contributo, a cura delle CCIAA provinciali, avverrà in una unica soluzione al termine dei lavori e ad esito favorevole delle verifiche effettuate.

Fonte: qualenergia.it
Per informazioni:
Regione Lombardia – Osservatorio Servizi di Pubblica Utilità

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Energia solare, Siemens scommette su Archimede

Posted by darmel su 24 marzo 2009

La Siemens ha deciso di scommettere sul solare termodinamico Made in Italy, l’Archimede sviluppato dall’Enea e prodotto, nel suo componente chiave (il tubo ricevitore) dall’Archimede Solar Energy del gruppo Angelantoni di Perugia.

Il colosso tedesco, infatti, acquisisce il 28% delle azioni di Archimede Solar Energy, la consociata Angelantoni che produce il Cermet, il tubo di vetro sottovuoto ad anima interna super-nera in grado di concentrare il calore dei grandi specchi parabolici di Archimede e di fondere sali fusi fino a 550 gradi, temperatura record per questo tipo di centrali. Siemens, dal canto suo, è leader nel campo delle turbine a vapore connesse alle centrali solari a concentrazione.

«L’ingresso nel capitale di Archimede Solar Energy è un passo importante nella nostra strategia di sviluppo – spiega Renè Umlauf, amministratore delegato della divisione energie rinnovabili di Siemens – entro il 2015 il mercato delle centrali solari termodinamiche farà segnare crescite a due cifre, per un valore globale di 10 miliardi di euro».

Conseguenza dell’alleanza, per il gruppo Angelantoni, è l’avvio di un nuovo stabilimento: «Entro l’anno daremo il via alla costruzione di uno stabilimento per la produzione dei tubi Cermet, l’anno prossimo inizieremo la produzione di serie», spiega Federica Angelantoni, amministratrice delegata di Archimede Solar Energy.

L’obbiettivo non è solo quello di completare il primo impianto Archimede presso la centrale Enel di Priolo (Siracusa) ma di avviare progetti anche più ampi, sia in Puglia che nel Lazio e poi nell’intera area del Mediterraneo (come la Libia, la Tunisia e forse l’Egitto). «La tecnologia Archimede a sali fusi offre un rilevante vantaggio di efficienza su quella oggi corrente a olio sintetico, che non supera i 350 gradi – spiega Gianluigi Angelantoni, presidente del gruppo – e permette uno stoccaggio di calore superiore, in grado di far funzionare le turbine elettriche anche di notte e persino in caso di diversi giorni di mancato irraggiamento. L’alleanza industriale con Siemens ci consentirà di integrare Archimede alla produzione elettrica di potenza, e di proporci come valida alternativa, su base internazionale, agli altri produttori di impianti solari termodinamici».

giuseppe.caravita@ilsole24ore.com

Fonte: IlSole24Ore.com

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