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Ecologia, Salute ed Economia

Posts Tagged ‘risparmio’

Illuminare la casa risparmiando energia. In arrivo le carte da parati ad Oled che producono luce

Posted by darmel su 7 gennaio 2010

Carta da parati ad Oled che producono luce ed illuminano la casa risparmiando energia e senza bisogno di lampadine.

Sembra fantascienza: invece il progetto ha appena ricevuto un finanziamento da Carbon Trust, l’ente britannico fondato per aiutare il Governo e le aziende a ridurre le emissioni. Obiettivo: commercializzazione entro il 2012.

Gli Oled incorporati dalla tappezzeria in questione sono Organic Light-Emitting Diodes. Si tratta di congegni 200 volte più piccoli di un capello umano in grado di far luce consumando pochissima energia.

Già da qualche tempo è possibile “stampare” gli Oled in una striscia flessibile, con un processo analogo a quello dei quotidiani. A mo’ di dimostrazione pratica, l’anno scorso una striscia di Oled fu arrotolata per allestire un albero di Natale.

Ora la società inglese Lomox Ltd si è aggiudicata un finanziamento di 454.000 sterline (circa 500.000 euro) da parte di Carbon Trust per inserire luci ad Oled nelle tappezzerie.

Certo, c’è sempre bisogno di una fonte di energia perchè la carta da parati ad Oled faccia luce: bisogna pursempre infilare una spina nella presa elettrica del muro.

Ma gli Oled sono 2,5 volte più efficienti delle attuali lampadine a risparmio energetico. E dunque consentono proporzionali risparmi di denaro ed inquinamento.

Su Business Week In arrivo carte da parati ad Oled che producono luce

Fonte: blogeko.it

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“New Global Traction”, nuovo sistema di trazione made in Italy, si riducono del 70% i consumi delle auto

Posted by darmel su 9 novembre 2009

La “New Global Traction” è un sistema che consente di ridurre fino al 70% i consumi di benzina delle automobili e di conseguenza anche l’inquinamento. Almeno, così dicono i suoi inventori.

Basta spostare dal centro della ruota verso lo pneumatico il punto in cui viene scaricata la forza motrice del veicolo: si sfrutta così una leva più favorevole.

La “New global traction” è stata brevettata da quattro imprenditori del Varesotto, fondatori della società Legimac, e avrebbe già richiamato l’attenzione di alcune industrie.

Secondo gli sviluppatori del progetto, lo spostamento del punto in cui viene scaricata la forza motrice consente di utilizzare molta meno energia per lo spostamento, in quanto VIENE sfruttata una leva più favorevole. Meno energia, dunque anche meno benzina e meno emissioni.

Il sistema, dicono sempre gli inventori, può essere montato sulle auto attualmente in produzione senza modificare la catena di montaggio ed è adattabile a qualunque tipo di motore, visto che agisce solo nella fase della trasmissione.

Dal momento che consente di ottenere prestazioni analoghe a quelle delle auto convenzionali utilizzando meno energia, inoltre, permetterebbe di ridurre la cilindrata del motore e quindi il peso delle autovetture, limitando così ulteriormente i consumi.

Al momento l’idea si è materializzata in un prototipo che, a detta degli sviluppatori del progetto, si accontenta di un litro di benzina per percorrere 50 chilometri.

Su Motorbox “New Global Traction”, cambiando il sistema di trazione si riducono del 70% i consumi delle auto

Fonte: blogeko.libero.it

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Turismo sostenibile: vacanze gratis facendo volontariato

Posted by darmel su 2 novembre 2009

Vi presentiamo il mondo delle vacanze gratis: vacanze da volontari, che permettono di arricchire se stessi ma anche il territorio, senza intaccare il portafoglio. Una forma di turismo sostenibile, per l’ambiente e per le nostre economie!

Nel mondo sono diverse le associazioni che si occupano di volunteer holidays (vacanze da volontario) e ci permettono di trascorrere delle vacanze interessanti completamente gratis. Spesso infatti coniugano il volontariato in viaggio con attività culturali, studio delle lingue e progetti di scambio culturale, proponendo pacchetti di vario impegno e durata. Si tratta nella maggior parte dei casi di associazioni non a scopo di lucro, che reinvestono sul territorio gli eventuali proventi della loro attività.
Alcune si occupano di temi specifici, come
Blue Ventures, una no profit specializzata nella conservazione dell’ambiente marino e nello sviluppo sostenibile delle comunità costiere dei tropici.
Altre, più genericamente, promuovono l’interculturalità e la fratellanza globale attraverso campi di volontariato in molti paesi. È il caso per esempio di
United Planet, altra organizzazione no profit che propone progetti di volontariato in più di 50 paesi del mondo di durata variabile da una settimana a un anno.
Anche in questo settore Internet si rivela una risorsa preziosa: portali specializzati, come
responsibletravel.com si occupano di raccogliere tutte le offerte disponibili nel mondo e di trovare quella più adatta con ricerche su misura. Si può scegliere il periodo, la durata, il paese di destinazione e il tipo di attività volontaria che si intende fare. La ricerca metterà a disposizione tutti i viaggi offerti dai tour operator nel database con le caratteristiche richieste.

Se siete alla ricerca di una vacanza che vi arricchisca spiritualmente e che non vi prosciughi il portafoglio, avete a disposizione molte opportunità anche in Italia. Nel nostro Bel Paese esistono infatti diverse organizzazioni, cooperative, Onlus che offrono pacchetti di vacanze gratis come volontari.
Ecco alcuni esempi:
la Comunità Impegno Servizio Volontario (CISV) organizza insieme all’agenzia di turismo responsabile CTA campi di lavoro in America Latina; oppure la cooperativa Viaggi Solidali, con sede a Torino, propone “campi di conoscenza”, soggiorni stanziali in cui è previsto un aiuto diretto e volontario da parte del viaggiatore a popolazioni in condizioni di disagio sociale, in cui le escursioni turistiche sono limitate in genere al fine settimana.

Tra le associazioni italiane più attive sul fronte delle vacanze volontariato c’è sicuramente Legambiente: scopo dei campi lavoro-vacanza gratis è sostenere le piccole economie locali e gli antichi saperi che rischiano di scomparire, praticare stili di vita più sostenibili per l’uomo e per l’ambiente, conoscere culture diverse per riconoscersi nell’altro, valorizzando le differenze; riscoprire e far amare alle comunità i tantissimi tesori nascosti negli angoli più impensabili del nostro fantastico territorio. Nei campi volontariato di Legambiente si cerca di agire all’interno di contesti critici: si recuperano e valorizzano territori, ambienti, monumenti e antichi saperi che sono minacciati dall’abbandono, anche culturale.
Il
centro C.R.U.M.A. (Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici) di Livorno organizza campi estivi dal 14 Giugno al 13 Settembre. Aspetto fondamentale dei campi del C.R.U.M.A. è la tutela della biodiversità, con l’occasione per gli amanti della natura di rendersi utili per lo svezzamento dei piccoli caduti dal nido. Ogni anno il Centro libera più di 500 pulli caduti dal nido. Nel periodo estivo infatti il 95-98 % delle cause di ricovero sono proprio piccoli caduti dal nido.
Siete appassionati di archeologia? I
Gruppi Archeologici d’Italia, un’associazione di volontariato che si occupa di tutela, valorizzazione e salvaguardia del patrimonio storico, archeologico e più in generale culturale del nostro Paese, organizza campi in Italia durante tutto l’anno: i prossimi in partenza sono a Tolfa, Falerii, Farnese e Ischia di Castro. I partecipanti ai campi archeologici potranno riscoprire la memoria storica della nostra civiltà, vivere in prima persona la realizzazione di un scavo archeologico, la documentazione ed il restauro dei reperti e delle evidenze monumentali, l’indagine topografica di un territorio, la progettazione e l’allestimento museografico di un’area monumentale.
Have a good volunteer holidays, everyone!

Alessandro Ingegno

Fonte: yeslife.it

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Enel sole: il nuovo sistema di illuminazione pubblica fa risparmiare il 60% dell’energia

Posted by darmel su 27 giugno 2009

Enel Sole – la società di Enel specializzata nel settore dell’illuminazione pubblica che gestisce più di 2 milioni di punti luce – nell’ambito del “World Future Energy Summit” che si è tienuto ad Abu Dhabi, dal 19 al 22 gennaio 2009, ha presentato il nuovo sistema innovativo di illuminazione pubblica, basato su tecnologia LED (Light-Emitting Diode).

Il nuovo sistema Archilede di Enel Sole, realizzato presso gli stabilimenti di iGuzzini – produttore leader nel settore dell’illuminazione – sulla base delle specifiche tecniche predisposte da Enel Sole, consentirà di risparmiare oltre il 40% dell’energia destinata all’illuminazione pubblica rispetto alle migliori tecnologie tradizionali – le lampade a vapori di Sodio ad Alta Pressione (SAP) e ad Alogenuri Metallici – e fino al 60% rispetto a tecnologie tradizionali a minore efficienza – le lampade a Vapori di Mercurio (VM) – con un consistente contenimento dei costi energetici e un basso impatto ambientale.

Ottiche innovative ed elettronica “intelligente” fanno del nuovo apparecchio LED – ampiamente testato presso i laboratori certificati da IMQ – il sistema ideale per rispondere alle più svariate esigenze di illuminazione stradale: innovativa modalità di regolazione di ciascun punto luce, programmabile secondo le esigenze di sicurezza e viabilità; eccellente uniformità della luce e minimizzazione delle dispersioni; resa cromatica elevata, basso impatto ambientale nel rispetto delle prescrizioni delle Leggi vigenti in materia di risparmio energetico e inquinamento luminoso.

A inizio 2009 è stato inaugurato ad Alessandria, Lodi e Piacenza la fase di sperimentazione di questa nuova tecnologia. Presso il Comune di Alessandria è stato acceso il primo impianto LED in Corso Lamarmora a fine marzo 2009, prima fase del progetto pilota che prevede complessivamente l’installazione di circa 150 centri luminosi a LED. Se il progetto pilota avrà successo sarà poi esteso a livello nazionale.

Qualche numero. Con i primi 400 punti luce, le tre città risparmieranno per l’illuminazione pubblica sin da subito circa 90.000 chilowattora all’anno pari a circa il 55% dei relativi consumi di EE in presenza di un importante aumento della luminosità, con minori costi in bolletta e circa 45,5 tonnellate di CO2 evitate ogni anno. In proporzione, se tutti i comuni italiani adottassero il nuovo sistema di illuminazione e nell’ipotesi di utilizzare in pieno le caratteristiche di luminosità e regolabilità dei LED si potrebbero risparmiare fino a 2,5-3 Terawattora annui e 1,2 – 1,5 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Forse in questo modo non avremo bisogno di costruire onerose centrali nucleari (che per intenderci pagheremo noi cittadini), poichè la tecnologia per consumare meno mantenendo inalterato il nostro prezioso stile di vità già c’è.

Ma c’è di più. Enel Sole, che opera da sempre impiegando tecnologie innovative per incrementare l’efficienza complessiva degli impianti e ottimizzare i consumi di energia elettrica, offre ai clienti una soluzione integrata comprendente la progettazione, fornitura in opera e collaudo per facilitare l’introduzione della nuova tecnologia e, laddove richiesto, un’anticipazione in conto capitale per consentire alle amministrazioni comunali di ottenere risultati immediati e una programmabilità della spesa.

Enel Sole è la società di Enel che opera nel mercato dell’illuminazione pubblica ed artistica. Con circa 4.000 Comuni serviti e oltre 2 milioni di punti luce, Enel Sole è oggi il maggiore operatore italiano del settore, con una quota di mercato di circa il 22%.

Fonte:
enel.it
diariodelweb.it

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Ici Caldaie: caldo, freddo e meno emissioni

Posted by darmel su 22 giugno 2009

Nuove tecnologie per il risparmio energetico. Ici Caldaie ci crede e investe con successo: l’azienda è la prima classificata fra quelle che il ministero dello Sviluppo economico finanzierà per i progetti di efficienza energetica. Nell’ambito della cosiddetta cogenerazione con celle a combustibile, ovvero la trasformazione del metano in idrogeno per la produzione di energia elettrica, l’azienda veneta ha proposto il piano Microgen 30, che le consentirà, in tre anni, di produrre cogeneratori da 30 kw di seconda generazione, adatti al riscaldamento ma anche al raffreddamento di un palazzo di circa 30 appartamenti.
Quelli di prima generazione, Siderea 30, cinque in tutto e sempre a idrogeno, verranno installati quest’anno.
Microgen 30 sarà realizzato in collaborazione con un gruppo di soggetti industriali e alcuni centri di ricerca (Enea, Politecnico di Milano e Cnr). Il prezzo di un cogeneratore è di circa 70 mila euro, cifra che secondo Ici Caldaie dovrebbe essere ammortizzata in tre anni con la produzione di energia elettrica e termica per edifici residenziali.
Rispetto a una caldaia normale, si risparmia energia, evitando le perdite di distribuzione sulla rete elettrica, e si riducono le emissioni gassose. Inoltre il rendimento elettrico è superiore al 35%, più alto rispetto ai sistemi attuali. Infine, anche se il costo iniziale è più elevato di un normale impianto centralizzato, il condominio risparmia perché non deve più allacciarsi ad altri erogatori: l’energia serve sia per il riscaldamento sia per l’elettricità.
Nata nel 1958 in provincia di Verona, Ici Caldaie è nota per la produzione di impianti di riscaldamento e generatori di calore industriali. Questi ultimi rappresentano quasi il 50% del fatturato, che nel 2008 è stato di 36 milioni, mentre il gruppo Finluc, di cui l’azienda fa parte, supera i 75 milioni.
Ici Caldaie si dedica anche ai sistemi energetici (come per esempio il fotovoltaico) con l’intenzione di aprirsi a nuovi mercati: Cina, Russia, i Paesi dell’Est europeo in modo particolare. Oggi l’export rappresenta già il 49% del fatturato ed è in crescita.

Programma UE. Dopo la creazione dei cogeneratori, lo sviluppo a lungo termine è rappresentato dalla partecipazione, con altre 17 società e centri di ricerca italiani e internazionali, al Settimo Programma Quadro Ue per la ricerca, che ha come obiettivo principale quello di realizzare un edificio completamente «rinnovabile».
«Le nuove tecnologie» afferma Emanuela Lucchini, amministratore delegato e socio di Ici Caldaie, «possono dare un notevole impulso all’economia, soprattutto in un momento di crisi come questo, in cui cresce la domanda di maggiore efficienza degli impianti per ottenere risparmio energetico e meno emissioni inquinanti. Anzi, probabilmente sarà fondamentale per uscirne».

di Maria Eva Virga

Fonte: blogonomy.it

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Metodi naturali per allontanare le mosche

Posted by darmel su 19 giugno 2009

Per allontanare le mosche dell’ambiente mettete sul tavolo delle fette di limone dove avete infilato dei chiodi di garofano.

Un altro rimedio è spruzzare di la e di qua, magari sulle pareti e specialmente su divani e sedie e altre stoffe,una soluzione di aceto bianco dove avete lasciato macerare delle foglie di menta o eucalipto, oppure delle bucce di limone. Potete usare nell’aceto degli olii essenziali al posto delle foglie. Gli oli più efficace sono: eucalipto, pino, limone, menta, cedro e citronella.

Un’altra soluzione è quella di mettere in alcuni angoli nascosti una ciotolina con aceto e pepe nero.

Per mantenere i vetri liberi delle mosche dovete pulirli con una miscela di acqua e aceto (100 ml per 1 litro d’acqua) e poi asciugare di preferenza con carta da giornale.

Fonte: vivereverde

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Rubinetti a risparmio energetico

Posted by darmel su 10 aprile 2009

Il distretto del Valvolame e delle Rubinetterie del Piemonte nord orientale fa i conti con la crisi e il conseguente calo degli ordini. La ricetta per il futuro punta su innovazione, risparmio energetico ed ecosostenibilità.

Con le sue 385 imprese e gli oltre 11mila addetti, il distretto non teme rivali a livello mondiale. Eppure, per la prima volta, in questo comparto e in questa zona si è dovuto far ricorso alla cassa integrazione. «Purtroppo non posso che confermarlo – dice Mariella Enoc, presidente dell’Associazione industriali di Novara e di Confidustria Piemonte – Del resto, con la crisi, c’è il blocco edilizio e di conseguenza una stagnazione anche in questo settore».

Nuovi progetti altamente tecnologici ed ecosostenibili sembrano la risposta del distretto per superare il momento – Mariella Enoc crede molto nel progetto Acqua Sapiens, una concezione integrata di rubinetti e valvole per il consumo intelligente dell’acqua; sono 13 i soggetti fra enti di rappresentanza, istituzioni e industrie del distretto di San Maurizio d’Opaglio che hanno formato un’associazione temporanea di scopo ad hoc. L’idea, finanziata dall’Ain con un milione di euro, è stata presentata alla Regione Piemonte all’inizio di marzo. «Miriamo – spiega la Enoc –a sviluppare un sistema economico e altamente innovativo, che consenta la distribuzione dell’acqua potabile in maniera sana e controllata, grazie all’introduzione di tecnologie elettroniche e informatiche nelle funzionalità meccaniche di valvole e rubinetti.

Un altro obiettivo è la riduzione dell’inquinamento di metalli pesanti e placca batterica, con la ricerca di nuovi materiali come i polimeri o i compositi di ceramica, di leghe di ottone senza piombo. Dalla scelta dei materiali di base, fino al sistema di distribuzione, tutto il processo verrà controllato attraverso una rete di sensori interfacciati con un sistema di visualizzazione.Viene così realizzato un sistema di controllo intelligente dei flussi d’acqua, tanto nelle abitazioni quanto nelle strutture pubbliche ».

(da Il Sole 24 Ore)

Fonte: efficienzaenergetica2008.com

 

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Gruppo Maccaferri: scommette su biomasse ed energie rinnovabili

Posted by darmel su 4 aprile 2009

Se non ne fosse stato un grande estimatore, forse si sarebbe lasciato sfuggire l’affare. E così quando a metà del 2006 British american tobacco (Bat) gli ha proposto di acquisire la Manifattura Sigaro toscano non ci ha pensato due volte: con l’aiuto di due amici imprenditori, Luca Cordero di Montezemolo e Piero Gnudi, ha rilevato i tre stabilimenti che in Italia lavorano il pregiato tabacco Kentucky da cui ogni anno i 450 dipendenti creano 120 milioni di sigari, 7 milioni di sigaretti e 52 mila chilogrammi di trinciati da pipa.
Ma questo è solo uno dei tanti business che fanno capo a Seci, la holding del gruppo bolognese
Maccaferri, nata ufficialmente nel 1879, anno in cui veniva registrata la ditta Maccaferri Raffaele officina da fabbro. L’espansione fu opera di nonno Gaetano «che faceva il fabbro, ma anche il venture capitalist e che su questa capacità di valorizzare talenti ha costruito un piccolo impero» dice il nipote Gaetano Maccaferri, attuale presidente del gruppo. Il nonno, infatti, ebbe l’intuizione di usare la rete metallica come involucro per contenere sassi e pietrame, creando così i gabbioni, gli stessi che si utilizzano ancora oggi per realizzare gli argini dei fiumi, ma anche le pareti contenitive delle massicciate ferroviarie.
E così già negli anni Venti si sviluppò l’attività commerciale delle Officine Maccaferri (Om), ma lo spirito imprenditoriale di nonno Gaetano, associato a quello dei figli Guglielmo e Angelo, portò alla crescita del portafoglio di partecipazioni con altri marchi storici come Hatù (gomma e profilattici), Ico (siringhe e termometri), Italo-Svizzera (macchine agricole), Cesab (carrelli elevatori), Acciaierie Bertoli e Imser (costruzioni), tutte aziende poi cedute sotto la guida della terza generazione, capitanata da Gaetano e dai suoi fratelli, Antonio, Alessandro e Massimo che, come insegnava il nonno, hanno deciso di diversificare, affiancando all’ingegneria ambientale e meccanica le costruzioni, l’energia pulita (con la joint venture Was insieme ad Api Nova energia), l’alimentare e il tabacco. Creando così un gruppo da 1.287 milioni di euro di fatturato e 51 stabilimenti nel mondo.

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Risparmio idrico: riciclare nello sciacquone l’acqua di scarico del lavandino

Posted by darmel su 2 aprile 2009

Uno sciacquone ecologico che ricicla l’acqua di scarico proveniente dal lavandino. Negli Usa è in vendita un modello installabile senza rifare gli impianti del bagno. Bisognerebbe proprio utilizzarlo a tappeto.

Una delle assurdità del nostro tempo è costituita dagli sciacquoni. Pratici ed igienici, ma assorbono un terzo dei consumi di acqua potabile delle case.

Quella stessa acqua potabile che sta diventando un bene sempre più raro e prezioso, e che il cui approvvigionamento costituisce un problema quotidiano per miliardi di uomini. Dunque sia il benvenuto lo sciacquone ecologico. Guardate.

Bisogna sacrificare il sottolavello – di solito occupato da confezioni di detersivo e simili varie ed eventuali – per installare al suo posto un serbatoio munito di filtro che raccoglie l’acqua di scarico proveniente dal lavandino.

Dal serbatoio l’acqua passa in un tubo che corre lungo il muro ed arriva a riempire la vaschetta dello sciacquone. L’impianto si chiama Sloan AQUS Greywater System ed è fornito da Sloan Valve Company.

Non ho trovato traccia del prezzo, purtroppo. I fabbricanti asseriscono che consente di risparmiare quasi 20.000 litri d’acqua all’anno.

Su Inhabitat risparmio idrico, riciclare nello sciacquone l’acqua di scarico del lavandino

Sloan AQUS Greywater System di Sloan Valve Company

Fonte: Blogeko.info

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Pipenet: merci via tubo a 1.500 km/h

Posted by darmel su 10 marzo 2009

La rete di tubature Pipenet permetterebbe di spedire pacchi a 1500 km/h in Europa. I pacchi viaggerebbero in condotte poste a lato delle infrastrutture di trasporto già esistenti (ferrovie, autostrade, tubazioni urbane, …). Il sistema di instradamento delle capsule pianifica fin dalla spedizione il percorso più breve in termini di tempo e può scegliere percorsi alternativi in base al traffico presente in rete.

Lo studio di questo sistema e’ in corso all’università di Perugia, che lo ha brevettato insieme ad Ansaldobreda – Finmeccanica e ne ha costruito un prototipo a Terni. L’Università ha calcolato l’impatto di Pipenet sui consumi energetici dei trasporti stimando un risparmio del 55%. Il sistema sarebbe silenzioso e visivamente poco invadente.

I pacchi da spedire potranno pesare fino a 50 Kg. Oggi l’80% dei pacchi trasportati oggi dalle Poste non supera i 3kg di peso, per cui la soluzione potrebbe essere rispondente a dei bisogni reali del mercato. Chi spedisce interi container di materiali può parcellizzare il carico, suggeriscono da Perugia.

Le tariffe sarebbero proporzionali alla velocità della consegna: le linee a bassa velocità viaggiano a 300 km/h, mentre sulle dorsali si raggiungono i citati 1500 km/h. Per consentire queste velocità alle capsule, all’interno delle condotte sarà creato il vuoto e il percorso sarà reso scorrevole o con una rotaia a levitazione magnetica, o con altri sistemi di cui si stanno valutando costi e prestazioni.

Le prime applicazioni ipotizzate sono B2B, come rifornire magazzini, punti vendita, ospedali, farmacie o altre attività con esigenze simili. In un secondo momento si potrebbe pensare di estendere il servizio ai privati, inizialmente solo in ricezione (B2C ed E-commerce) e poi di permettere anche la spedizione tra provati.

Fonte: ecowiki.it

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